Un fulmine a ciel sereno o quasi. Anche se della possibilità dimissioni di Federico Basile si parlava da tempo, la scelta ha sorpreso impreparato qualcuno. Soprattutto a destra  l’arco politico si divideva fra chi non credeva che lo avrebbe fatto, chi pensava sarebbe rimasto un fenomeno locale e chi, invece, pensava di aver sventato la possibilità.

Le dimissioni in un sabato qualunque

Invece la scelta è arrivata in un sabato qualunque di febbraio e non sarà solo una sfida per la città di Messina, Le dimissioni di Federico Basile da sindaco della città dello Stretto creano una bufera nella politica siciliana anche in vista delle alleanze che si costruiranno in occasione delle regionali 2027.

Il perché delle dimissioni: una scelta politica e una strategica

Il sindaco di Messina lascia per due motivi: da una parte si trova in minoranza in Consiglio comunale e questo rende difficile ogni provvedimento. Succede da quanto la Lega si è sfilata dall’accordo iniziale con cateno de Luca. Basile lo ha detto chiaro lasciando l’incarico: sono stanco di dover combattere su ogni provvedimento. Ma il vero motivo politico è un altro: i sondaggi dicono a Sud Chiama Nord che andare al voto adesso è più conveniente. da una parte perché i movimenti locali come quello di De Luca vengono danneggiati dalla concomitanza delle elezioni con tornate che vedono in campo i partiti nazionali, dall’altra parte perché blindare entro l’estate.

Riconquistare Messina significa anche mettere una solida base da cui partire per l’assalto alla regione che Scateno ha già avviato da Caltagirone dettando un cronoprogramma e inserendo, adesso, un elemento dideflagrazione.

L’amicizia con Galvagno che non potrà più essere alleanza

A rimanere spiazzato è Gaetano Galvagno. Il presidente dell’Ars ed esponente di Fratelli d’Italia, non ha mai nascosto l’amicizia con il luogotenente di De Luca, il sindaco di Santa Teresa Riva  e deputato regionale Danilo Lo Giudice e sotto sotto contava di portare i voti proprio di De Luca nel centrodestra in caso di candidatura.

Una eventualità che adesso scompare all’orizzonte. Un’idea che tramonta forse definitivamente così come si  è già chiuso a dicembre il flirt fra la coalizione di governo e la formazione di Scateno.  Nessuno, nel centrodestra, ha gradito le parole pronunciate in occasione della finanziaria, e anche alla convention di Caltagirone i partiti del centrodestra  non c’era, ad eccezione di Noi Moderati e dello stesso Galvagno, presente, però, formalmente in versione istituzionale.

Si corre gli uni contro gli altri armati

Andare ad elezioni a Messina adesso significa anticipare lo scontro con i partiti della coalizione di governo. Si correrà gli uni contro gli altri armati e questo rende praticamente impossibile che venga una alleanza, anche parziale, a seguire.

Per i partiti della coalizione di governo, infatti, quella di Basile è una scelta irresponsabile, un capriccio politico di De Luca. Nelle dichiarazioni ufficiali non lo dice nessuno ma su Messina, adesso, si gioca una partiti difficile.

Prove tecniche di alleanza a sinistra

Per il centrosinistra si tratta di prove tecniche di alleanza ma a casa dell’ingovernabile Cateno De Luca dove sarà certamente lui a dettare legge e regole con buona pace di chiunque voglia andare con lui. Non andare insieme, però, potrebbe essere, nell’ottica dell’opposizione, fare un favore al centrodestra e minare il percorso verso la Regione. Ma al tempo stesso far partire l’alleanza da Messina potrebbe porre le basi perché alla fine De Luca assuma un ruolo guida che gli altri non accetteranno mai.

Il centrodestra fa blocco unico

Dall’altro lato il centrodestra vuole tenere botta a Messina ma deve ricompattare la coalizione nella città dello stretto dove non è tutto uguale rispetto a Palermo. La prima reazione alle dimissioni di Basile è stata compatta.

Duro il coordinatore di Forza Italia Marcello Caruso “Le dimissioni del sindaco Federico Basile sono un atto di gravità inaudita, che tradisce il dovere istituzionale e lo spirito di servizio che qualsiasi amministratore locale dovrebbe avere verso la propria comunità. Un gesto ancor più inaccettabile alla luce della sua presenza, solo pochi giorni fa, all’incontro con il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Quello non era un evento passerella, ma un momento altamente istituzionale, proprio per coordinare le risposte ai cittadini in un’ora difficile. Basile sembra averlo interpretato diversamente, mostrando di non comprendere il valore della fascia tricolore che aveva l’onore di indossare”.

Il richiamo all’unità

“Basile si assume la responsabilità di questo affronto alla città e alle istituzioni, di un gesto le cui conseguenze saranno pagate dai cittadini messinesi, ed in particolare di quelli appartenenti alla costa ionica gravemente colpita dal ciclone e che chiedono alle istituzioni risposte immediate ed efficaci. Il centrodestra deve ora reagire con unità e determinazione, proponendo senza esitazione una candidatura di alto profilo, all’altezza delle gravi necessità di Messina in questo momento cruciale”.

L’Attacco della Lega

Per gli ex alleati della Lega “La scelta del sindaco Federico Basile non è certamente un atto di coraggio. Le dimissioni da primo cittadino e da sindaco metropolitano appaiono come una fuga dalle proprie responsabilità, in un momento grave come quello che la provincia di Messina sta vivendo in seguito al ciclone Harry. Il plauso alle dimissioni di Basile arriva solo dai suoi epigoni e da quelli di Cateno De Luca. I cittadini, come del resto noi, non comprendono i marchingegni del sindaco di Taormina che ha voluto ‘ad usum deplhini’ la fine di questa esperienza amministrativa” è la posizione dei consiglieri della Lega della Città metropolitana di Messina.

Il centrodestra unito

Ma tutti insieme i partiti della coalizione di centrodestra avevano reagito da subito con una nota ufficiale che scava un fossato: “Le inopinate e assurde dimissioni del sindaco di Messina Federico Basile sono motivate solo da un capriccio politico del sindaco di Taormina Cateno De Luca, e dei desiderata di quest’ultimo. Dietro questa scelta di abdicare alle proprie responsabilità nei confronti della Città c’è Cateno De Luca con la sua pseudo strategia politica. E’ assurdo pensare ad una nuova fase commissariale per Messina proprio all’indomani di un’emergenza come quella del ciclone Harry, per di più le dimissioni di Basile lasceranno vuota anche la presidenza della Città metropolitana che svolge un ruolo fondamentale nella gestione della fase di ricostruzione nell’intera fascia dei comuni ionici. Siamo davanti ad un “coup de théâtre” di cui qualcuno si deve assumere l’onere davanti ai cittadini di Messina. Prendiamo atto della decisione odierna e come centrodestra siamo pronti a rispondere uniti con una candidatura autorevole per la guida della città di Messina”.

Una nota firmata delle segreterie regionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega per Salvini premier, Grande Sicilia – Mpa, Noi Moderati e Democrazia cristiana.

Novanta giorni

Ora sono iniziati ni 20mgiornin di tempo che la legge assegna al sindaco per ripensarci (formalmente possibile ma politicamente improbabile anche se non impossibile) ma soprattutto i 90 giorni di commissariamento del Comune al termine dei quali si va ad elezioni. Non sono molti e bisogna cominciare subito ad organizzarsi per le elezioni che cadranno probabilmente a giugno