Sgomberata l’area dove si nascondeva l’uomo che ha dato fuoco al cane in via delle Croci

Gli agenti di polizia insieme ad alcuni uomini del comune di Palermo sono intervenuti nella zona di via delle Croci, dove aveva trovato rifugio l’uomo che è accusato di avere bruciato il cane, un pitbull, Aron. L’uomo aveva occupato l’area dove c’era l’autolavaggio in piazza Mordini a due passi da via Libertà.

Organizzato lo sgombero

Oggi si sono presentate le proprietarie del terreno occupato abusivamente dell’uomo ed è stato organizzato lo sgombero dell’area. Anche oggi ci sono stati momenti di tensione tra l’uomo e gli animalisti che hanno protestato per la violenza nei confronti dell’animale ridotto in fin di vita.

La petizione

Oltre 40mila firme in 48 ore. Ed i numeri sono in continuo aggiornamento. Questo il risultato di due petizioni online lanciate il 10 gennaio da Debora Affatigato che chiede giustizia per il pitbull bruciato vivo in via delle Croci a Palermo e l’11 gennaio dall’associazione Uniti per Salvarli Odv.

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Appello diventato virale

Il primo appello su Change.org è diventato virale in pochissimo tempo; nel frattempo, come già accennato, nella giornata di ieri, è stata lanciata un’altra petizione da parte dell’associazione “Uniti per salvarli O.D.V.”, che chiede una revisione delle leggi in materia di protezione degli animali.

Il totale delle due petizioni porta quindi le firme a sfiorare le 40mila adesioni. Con numeri in continua evoluzione. Una mobilitazione online straordinaria che dimostra la sensibilità dei cittadini – siciliani e non solo – sul tema.

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Le parole di Affogato

“Nella petizione di 9 gennaio a Palermo un uomo ha deciso di compiere un atto ignobile nei confronti del suo cane”, si legge nella petizione di Affogato. “L’animale è stato legato e bruciato vivo ad un palo in centro, in via delle Croci, nei pressi della chiesa di Santa Maria del Monserrato. Non possiamo restare indifferenti di fronte a tanta atrocità, ci sono testimoni che hanno visto ciò che accadeva e l’uomo si racconta, sia stato rilasciato. È un vero e proprio atto Criminale. Voltarsi ed ignorare vorrebbe dire restare silenti complici. Vi chiedo di unirvi e di firmare questa petizione in quanto chi ha commesso questa atrocità, sia indirizzato agli organi competenti”.

La petizione degli animalisti

Questo invece quanto si legge nella descrizione della petizione Uniti per Salvarli Odv. Oltre al fatto di cronaca appare questo messaggio: “Firma questa petizione per dimostrare il tuo sostegno a una legislazione più severa contro la crudeltà verso gli animali. La tua firma rappresenta una voce collettiva che chiede giustizia e protezione per gli animali vulnerabili. Il nostro obiettivo: Raccogliere un numero significativo di firme per portare questa petizione all’attenzione delle autorità competenti, affinché si adottino misure concrete contro la crudeltà verso gli animali e si garantisca che giustizia sia fatta per il cane maltrattato a Palermo. Unisciti a noi per difendere chi non può difendersi da solo. Firma ora per chiedere giustizia e porre fine a tali atti di crudeltà!”

 

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