Una delegazione del Comitato “Esistono i Diritti” Traspartitico ha incontrato il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, per discutere l’ampliamento delle patologie trattabili con cannabis terapeutica in Sicilia.

Il confronto si è svolto a Palazzo delle Aquile e ha coinvolto anche i consiglieri comunali Gianluca Inzerillo e Alberto Mangano, entrambi iscritti al Comitato. In collegamento telefonico è intervenuto il presidente Gaetano D’Amico.

Stop alle restrizioni e accesso più equo alle cure

Al centro dell’incontro, una richiesta chiara: superare le attuali limitazioni regionali che, secondo il Comitato, creano disparità tra i pazienti siciliani e quelli di altre regioni italiane.

La delegazione ha illustrato l’Ordine del Giorno già approvato dal Consiglio comunale, che impegna l’amministrazione a sostenere l’ampliamento delle patologie per cui è prevista la prescrizione di cannabis terapeutica, con l’obiettivo di allineare la normativa regionale a quella nazionale. Il Comune punta così a rafforzare il proprio ruolo di interlocutore istituzionale nei confronti della Regione Siciliana.

In particolare, Il documento richiama il diritto alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione e il Decreto del Ministero della Salute del 9 novembre 2015 (“Decreto Lorenzin”), sottolineando come le attuali restrizioni applicate in Sicilia risultino più rigide rispetto ad altre regioni e determinino una disparità concreta nell’accesso alle cure per i pazienti.

Il sindaco Roberto Lagalla ha accolto le istanze presentate, esprimendo la sua disponibilità a farsi portavoce presso le istituzioni regionali e impegnandosi a trasmettere formalmente l’Ordine del Giorno al presidente della Regione Siciliana e all’assessore regionale alla Salute.

L’obiettivo è sollecitare un intervento normativo in tempi brevi. Una presa di posizione che apre uno spazio concreto di dialogo tra Comune e Regione su un tema sensibile per molti pazienti.

L’impegno del Comitato “Esistono i Diritti”

Il Comitato Traspartitico porta avanti da anni un’attività costante sul territorio, coinvolgendo istituzioni e cittadini su un tema che incide direttamente sulla qualità della vita dei pazienti. L’obiettivo resta garantire un accesso equo e uniforme alla cannabis terapeutica, nel rispetto del diritto alla salute sancito dalla Costituzione.

La richiesta non si limita a un ampliamento tecnico delle patologie ammesse. Mira a ridurre le disuguaglianze tra cittadini italiani, oggi evidenti tra regione e regione, e a riconoscere a tutti i pazienti le stesse possibilità di cura, senza vincoli legati al luogo di residenza.

In questo quadro, il Comitato intende mantenere alta l’attenzione istituzionale e pubblica, affinché il tema trovi una risposta concreta a livello normativo.