“Il Cnpp è un fiume in piena, oramai bisogna investire le sedi opportune in materia del lavoro – riferisce il Segretario Regionale Maurizio Mezzatesta – visto il peggioramento delle condizioni lavorative nelle carceri verosimilmente ai margini dello sfruttamento del lavoro che da anni denunciamo. Le unità di polizia penitenziaria previste ad incrementare gli Istituti della Regione, sono una goccia nell’ oceano non bastano a colmare la carenza di personale di un solo Istituto”.

L’ira dei sindacati

Noi Cnpp continuiamo a denunciare le condizioni lavorative del personale e abbiamo informato più volte il Provveditore Regionale dell’ Amministrazione Penitenziaria, l’ Ispettorato del lavoro, la procura della Repubblica di Palermo, l’ Asp, il VISAG presso il provveditorato, il capo del personale, il vice capo del Dipartimento, ed all’ ufficio ispettivo e di controllo e il NIC centrale, in special modo per le condizioni in cui versa il personale nel vecchio carcere Borbonico e per lo sproporzionato utilizzo dello straordinario. Continua Mezzatesta oramai i diritti soggettivi sono al lumicino, al personale vengono costantemente revocati i riposi e il congedo Ordinario, gli accorpamenti durante il turno sono all’ ordine del giorno, tant’è che spesso un solo agente deve Sovrintendere a più posti di servizio , come lo straordinario che sfora di gran lunga le 36 ore settimanali previste per legge.

Il personale deve recuperare circa 20 mila congedi ordinario, 1000 riposi e 30 mila ore a recupero. Gli uffici sono svuotati per la decisione di riduzione del personale e per chi rimane i carchi di lavoro sono aumentati tant’è che il predetto personale e costretto ad effettuare lo straordinario, per non parlare del servizio a turno, nonché gli utenti aumentano e il personale diminuisce.

“Troppo lavoro”

Non ultimo il dover vivere professionalmente in struttura obsoleta e non a passo con i tempi, dalla recente visita sui luoghi di lavoro si è evidenziato discariche a cielo aperto accumuli di materiale di ogni tipo, divieti di fumo non rispettati e posti di servizio senza aspiratori per il riclico dell’ aria, microclima zero. arredi e spogliatoi non consoni e posti di servizo fatiscienti e non a passo con i tempi ove la tecnologia è un tabù. Cnpp chiede ulteriori provvedimenti che non possono essere procrastinati. “Continua la rottura dei tavoli di contrattazione con la direzione della carcere maresciallo Di Bona (ex Ucciardone) e lo stato di agitazione, non partecipando per ulteriore protesta, visto le condizioni in cui versa il personale, nei tavoli di contrattazione Regionale – conclude Mezzatesta – La tensione tra il personale è alta, non facciamo altro che ricevere continuamente segnalazioni di evidente disagio professionale, non ultimo è previsto un incremento verosimilmente di 182 unita per gli istituti dislocati nella regione, che non bastano a coprire le carenze di un singolo Istituto. La segreteria regionale Cnpp d’ Intesa con la segreteria nazionale sta preparando un Report che consegnerà alla Procura della repubblica del Capoluogo siciliano.

Conclude Mezzatesta Siamo uomini e donne tutelati dalle leggi non certo robot telecomandati, e questo sistema può creare problemi allo stato psicologico del personale inficiando sullo stato di salute che di riflesso potrebbe verosimilmente aumentare le assenze per malattia.