• Dopo il sequestro Lucchese, chieste tutele per i 400 lavoratori
  • I sindacati chiedono piano di garanzia occupazionale e di qualità del lavoro
  • La proposta dei sindacati:  modello del WBO

Dopo il sequestro di beni del valore di 150 milioni di euro al “re della grande distribuzione” di Palermo, Carmelo Lucchese, è grande la preoccupazione delle sigle sindacali soprattutto sul fronte della stabilità occupazionale dei dipendenti dei supermercati posti sotto sequestro. 

La preoccupazione dei sindacati

“La Filcams Cgil Palermo e la Cgil Palermo chiedono all’amministrazione giudiziaria garanzie a tutela dei 400 lavoratori dei 13 punti vendita del gruppo e si rendono disponibili fin da subito a un incontro finalizzato a salvaguardare i livelli occupazionali, in considerazione del fatto che era in atto una procedura di trasferimento del ramo d’azienda verso altri soggetti imprenditoriali, per la quale stavamo cercando garanzie sul reddito dei lavoratori e per il miglioramento della qualità del lavoro”.

Oltre 400 dipendenti e 13 supermercati

Carmelo Lucchese si trova alla guida di un colosso con 400 dipendenti attivo su una superficie di 14mila metri quadrati che ne fa uno dei punti di riferimento assoluti della grande distribuzione nel Palermitano. Il provvedimento è della sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo su richiesta della Procura, Direzione Distrettuale Antimafia, che ha emesso un provvedimento di sequestro patrimoniale nei confronti di Carmelo Lucchese, 55 anni, imprenditore per un valore complessivo di circa 150 milioni di euro, eseguito dai finanzieri del comando provinciale di Palermo. Oggetto del sequestro è in particolare la società Gamac Group srl, con sede legale a Milano, che gestisce 13 supermercati tra Palermo e provincia (Bagheria, Carini, Bolognetta, San Cipirello e Termini Imerese).

Economia di Palermo fragile ed esposta alla mafia

“Si conferma un quadro di fragilità dell’economia palermitana, esposta alle infiltrazioni mafiose, tema sul quale bisogna tenere alta e l’attenzione – aggiungono Giuseppe Aiello e Mario Ridulfo – Adesso bisogna proseguire l’azione di legalità per rendere produttive le imprese, garantendo occupazione e sviluppo e far sì che le aziende e i lavoratori possano avere un futuro”. Aggiungono i segretari generali di Filcams Cgil Palermo Giuseppe Aiello e della Cgil Palermo Mario Ridulfo.

La proposta: modello del WBO

“Questa – proseguono Aiello e Ridulfo – potrebbe essere la prima occasione per lanciare l’applicazione dell’accordo sottoscritto oggi a Palermo tra Cgil, Cisl, Uil e Confcooperative, Agci e Lega delle Cooperative, per la Workers Buy Out, attraverso la rigenerazione in forma di cooperativa dell’impresa. I lavoratori con il modello del WBO diventano soci protagonisti e possono rigenerare aziende in crisi, o sottoposte a sequestro come in questo caso, utilizzando la normativa che ha dimostrato di essere una possibile risposta in situazioni legate al riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata”.