Al Borgo Vecchio va in scena il Carnevale Sociale‘. La sedicesima edizione ha raggiunto il suo obiettivo: regalare una giornata di gioia e solidarietà alla comunità locale. Con il tema “una per tutte, tutte per una” che ha promosso l’inclusione e la solidarietà, i bambini del centro sociale ‘Anomalia’ hanno sfilato in maschera per le strade del rione facendosi trasportare dalle note delle canzoni diffuse a bordo del carro di carnevale. Tra musica, coriandoli e tradizioni i bambini e le bambine del borgo hanno raccontato la loro “isola che non c’è” un luogo di pace uguaglianza che desiderano. La parata carnevalesca si è conclusa con la vampa dei Nanni e una merenda condivisa.

L’evento

Durante la manifestazione, si è respirata un’atmosfera di festa e condivisione con le persone del quartiere che si sono unite per celebrare insieme le diversità e l’importanza di essere uniti per affrontare le sfide della vita quotidiana. I colori vivaci dei costumi, le maschere e la musica coinvolgente, hanno reso l’evento un momento di condivisione e di speranza. Tra le “cafuddiate” di coriandoli e i travestimenti dei bambini, il messaggio su cui l’evento si è soffermato è: il desiderio di una realtà inclusiva, in cui non esistono soldi, non esiste il lavoro e non esistono le ingiustizie ma solo spazi verdi, strade sicure, un mondo in cui non esiste il bisogno “perché non manca niente”.

Al termine della parata, i bambini hanno letto una filastrocca ispirata all’ “isola che non c’è“, un luogo utopico di pace e uguaglianza dove tutti sono accolti e valorizzati. Poi la vampa dei Nanni in piazza, un’antica tradizione che simboleggia la purificazione e la rinascita.

“Ciò che vuole lanciare il Carnevale Sociale è tornare a parlare dei diritti come il diritto all’abitare, il diritto all’esistenza e alla salute” ha detto Nadia Lo Iacono, una delle organizzatrici del Carnevale Sociale-Borgovecchio .

I bambini raccontano “l’isola che non c’è”

A Borgo Vecchio ce l’hanno raccontata proprio i bambini, l’isola che non c’è, attraverso una filastrocca: una storia di cambiamento per un mondo migliore, che consenta loro di immaginare, attraverso il modello dell’isola che non c’è, un progetto di cambiamento del borgo. Una realtà che vorrebbero più a misura, di cui vorrebbero sentirsi protagonisti. La filastrocca letta in piazza, è un augurio e un invito all’azione.

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