La vicenda della scuola Columba di Sortino approda in Procura. Il deputato regionale della Democrazia Cristiana, Carlo Auteri, ha presentato un esposto chiedendo alla magistratura di verificare eventuali ipotesi di falso ideologico in atto pubblico e truffa aggravata ai danni dello Stato, nell’ambito dei lavori di adeguamento sismico dell’edificio scolastico. Spetterà agli inquirenti valutare se sussistano i presupposti per aprire un’indagine e accertare eventuali responsabilità.

Il nodo

Il nodo è questo: stando all’esposto del parlamentare regionale sarebbero stati trasmessi al Ministero atti attestanti il completamento dell’opera, con contestuali liquidazioni all’impresa e ai tecnici, mentre durante un sopralluogo del 22 aprile 2026 — effettuato con l’assistenza dei Carabinieri — il cantiere risultava ancora aperto. All’esposto sono allegati determine, fatture e mandati di pagamento. “Quello che sta emergendo sulla vicenda dei lavori del plesso scolastico Columba a Sortino è gravissimo e merita il massimo approfondimento da parte della Procura della Repubblica” ha detto il deputato regionale della Dc, Carlo Auteri.

Non è la prima puntata. Già a dicembre scorso Auteri aveva sollevato il caso, accusando l’amministrazione di aver attestato falsamente il completamento degli interventi. Il sindaco Vincenzo Parlato aveva risposto parlando di un errore di trascrizione, poi corretto con la revoca del provvedimento. Per Auteri, invece, quell’episodio certificava “una gestione superficiale e pericolosa” di circa dieci milioni di euro di fondi PNRR.

Il rimpasto mancato

Sul fronte politico, la vicenda ha prodotto un cortocircuito eloquente. Nelle scorse settimane Parlato aveva annunciato in Consiglio l’azzeramento della giunta, con l’intenzione dichiarata di abbassare la tensione e riaprire il dialogo. Un gesto di distensione che ha avuto vita brevissima: dopo le nuove dichiarazioni di Auteri, il sindaco ha fatto marcia indietro senza troppi giri di parole. “Ho cambiato idea perché il consigliere Auteri è un gran maleducato”, ha detto Parlato, rivendicando piena fiducia nei propri assessori e spostando il confronto in Consiglio comunale. Dove, ha promesso, “ci chiariremo su tutte le farneticazioni che ci fanno diventare lo zimbello della provincia”.

Anche la presidente del Consiglio comunale, Desirèe Galati di Grande Sicilia-MPA, ha proposto la convocazione di un’assise sui temi sollevati da Auteri — proposta condivisa dalla DC — raccogliendo però la stizza del primo cittadino, che l’ha richiamata al ruolo ricoperto grazie ai voti della maggioranza.

Centrodestra spaccato sul 2027

Dietro lo scontro scorre una corrente tutta politica. Auteri  si muove oggi da parlamentare regionale con una DC cucita su di lui e la sua candidatura a sindaco nel 2027 è considerata un percorso già tracciato.

Dall’altro lato, il deputato regionale dell’MPA Giuseppe Carta, che esprime l’attuale sindaco, avrebbe già puntato per il 2027 su un proprio candidato, d’altra parte Parlato, stando alla norma regionale non potrà ricandidarsi per la terza volta e poi quella mossa dell’azzeramento – salvo poi pentirsene –  non sarebbe piaciuta affatto.

Il risultato è un centrodestra sortinese che arriva all’appuntamento elettorale frammentato: DC e MPA, altrove alleati, qui si muovono su traiettorie divergenti, ciascuno con la propria agenda. Il Consiglio comunale sarà il prossimo ring. Ma con un esposto in Procura sul tavolo, la partita di Sortino si complica ulteriormente.