Anche in Sicilia si celebra la settimana nazionale della Protezione Civile con una serie di eventi organizzato con l’obbiettivo di sensibilizzare la popolazione alle attività del Dipartimento di Protezione Civile e alle attività di prevenzione dai rischi naturali. Nell’ambito delle settimana dedicata alla Protezione Civile, si svolgerà domani a Palermo, nei locali della Presidenza della Regione Siciliana in via Magliocco dalle 9, il workshop “Beni Culturali: tutela e recupero in situazioni di emergenza”.

Le emergenze e le catastrofi ricorrenti rendono necessaria una riflessione sulle condizioni del patrimonio culturale e sulle tecniche d’intervento nelle situazioni emergenziali; ancora oggi, infatti, non si è sufficientemente diffusa e radicata la consapevolezza della necessità di porre in atto strategie di prevenzione.  “In Sicilia si trova oltre il 35% del patrimonio nazionale di beni culturali – afferma Calogero Foti, Capo del Dipartimento regionale di Protezione Civile – . La verifica dei danni e l’organizzazione delle complesse attività di tutela e di recupero di preziosi beni quali tele, statue, arredi sacri, quadri, pale d’altare che in Sicilia sono particolarmente esposti a rischi naturali sia per la sismicità dei territori che per i potenziali eventi alluvionali, rappresenta oggi un’importante una priorità oltre che una linea di intervento molto importante nella gestione emergenziale”.

Un settore di grandissima importanza per la Sicilia. “Il Governo regionale – conclude Foti – , che sempre più sta investendo sulla valorizzazione dei beni culturali come volano per lo sviluppo economico della Sicilia, attraverso il confronto tra gli operatori addetti e i responsabili del DPC, del DRPC Sicilia, del Nucleo Operativo del Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, del CEI per il patrimonio religioso, dell’UNESCO e del FAI, intende analizzare le esperienze maturate e approfondire le tecniche e gli interventi da adottare sia per quanto riguarda la prevenzione che il recupero e la salvaguardia in emergenza”.