A febbraio del 2026, praticamente un mese e mezzo fa, l’Osservatorio Vega, che monitora gli incidenti sul lavoro e la sicurezza nei cantieri italiani, aveva rilanciato i primi dati ufficiale dell’anno. Nei primi due mesi del 2026 erano già 102 le vittime di incidenti, concentrate soprattutto in sei regioni italiane. Dati che tornano alla ribalta dopo l’incidente che ieri è costato la vita a 2 operai in via Ruggero Marturano a Palermo mentre una terza persona, è ferita.
La Sicilia in zona rossa
A finire in zona rossa a febbraio 2026, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale sono: Molise, Liguria, Toscana, Campania, Sicilia e Piemonte. In zona gialla: Lazio, Lombardia, Veneto, Umbria e Puglia. In zona bianca: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Calabria e Marche. Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta al momento non hanno registrato vittime in occasione di lavoro, pertanto, l’indice di incidenza è pari a zero.
I lavoratori stranieri i più esposti
Un altro dato dell’Osservatorio riguarda i lavoratori più esposti e si tratta degli stranieri così come straniere erano le due vittime di ieri.
Secondo i sati dell’Osservatorio sono 30 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 102, di cui 21 deceduti in occasione di lavoro e 9 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 8,1 morti ogni milione di occupati, contro il 2,4 degli italiani.
Alla fine di febbraio 2026, inoltre, i settori più colpiti risultano essere Trasporti e Magazzinaggio, Attività Manifatturiere e Costruzioni.
I dati del 2025
La situazione non cambia guardando al 2025. almeno per quel che riguarda la Sicilia, se nel pase i morti sul lavoro fra gennaio e febbraio 2026 sono diminuiti, in Sicilia restano sempre drammaticamente stabili.
A finire in zona rossa a dicembre 2025, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale erano state: Basilicata, Campania, Umbria, Puglia, Sicilia e Marche.
Guardando all’interno anno 2025 da gennaio a dicembre 2025, erano state 1.093 le vittime sul lavoro accertate in Italia, delle quali 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere. La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro era toccata alla Lombardia (112). Seguono: Campania (80), Veneto (76), Emilia-Romagna e Piemonte (65), Sicilia (64), Lazio (60), Puglia (58), Toscana (50), Marche (27), Liguria (26), Calabria (21), Sardegna (18), Umbria e Trentino-Alto Adige (17), Abruzzo (16), Basilicata (12), Friuli-Venezia Giulia (10), Molise (3) e Valle d’Aosta (1).





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