Tragedia in via Ruggero Marturano a Palermo. Due operai sono  morti nel crollo di una gru. I lavoratori sembra siano caduti dal carrello che si è ribaltato durante la caduta del braccio della gru. In base alle prime notizie sembra che il braccio meccanico abbia ceduto e che il carrello sia crollato sopra la pensilina del negozio di gommista sottostante. Gli operai stavano lavorando alla ristrutturazione del palazzo ed erano intenti ad operazioni nei sotto balcone del decimo piano.  Sul posto vigili del fuoco, sanitari del 118 e agenti della polizia.

Nell’incidente è rimasto ferito anche un dipendente del negozio di pneumatici Gammicchia. Il cestello su cui stavano lavorano gli operai deceduti cadendo sulla tettoia del gommista ha danneggiato la pensilina in metallo che, a sua volta, ha colpito il lavoratore dell’esercizio commerciale. Una pila di copertoni accatastata di fianco ha, fortunatamente, frenato la pensilina evitando guai peggiori sia al ferito che agli altri lavoratori dell’esercizio commerciale.

I nomi degli operai deceduti e feriti

Gli operai morti sono Daniluc Tiberi Un Mihai di 50 anni e Najahi Jaleleddine 41 anni. Nell’incidente colpito alla testa dal crollo del cestello l’operaio di Gammicchia Emanuele Parisi di 34 anni che è stato trasportato in ospedale a Villa Sofia con un trauma alla testa. Lui insieme ai colleghi è salvo grazie proprio alla pila di copertoni che hanno attutito l’impatto della parte della gru che è caduta.

Testimoni nel luogo della tragedia

“Gli operai si trovavano nel cestello per eseguire lavori sulla facciata e i balconi – dice un residente nella zona dove è avvenuta la tragedia – quando sono caduti giù finendo sulla tettoia del gommista. Lì c’erano tre dipendenti che si sono salvati grazie ai copertoni che hanno bloccato la caduta del cestello. Il bilancio poteva essere più grave. Uno dei gommisti di Gammicchia è rimasto ferito alla testa. Davvero una tragedia”. In via Marturano si sono riversati in centinaia. Oggi non distante dal luogo della strage c’è un mercatino rionale molto affollato.

“Ho sentito un boato, come se fosse crollato un palazzo. Ero all’interno della stanza e stavo lavorando mi sono affacciato e ho visto la gru, il cestello sulla pensilina e i due poveri operai a terra nello scivolo. Uno a faccia in giù, una faccia all’aria. Ho provato tanto dolore. E’ stato rumore fragoroso come se fosse scoppiata una bomba”. E’ il racconto di una donna arrivata poco dopo la tragedia. “Sentiamo e leggiamo di incidenti che succedono ogni giorno. Non è giusto che succedano queste cose – aggiunge la donna – è la cosa peggiore che c’erano tanti con i cellulari che riprendevano anche i morti. Non si fanno queste cose, non sono cose da fare. Gli operai lavoravano qui da quindici giorni. Io passo giornalmente di qua e ogni volta che li vedevo in alto sopra il cestello tremavo”.

Schifani, Cordoglio alle famiglie degli operai deceduti

“Esprimo il cordoglio di tutto il governo regionale, e il mio personale, alle famiglie dei due operai deceduti questa mattina a Palermo, mentre lavoravano alla ristrutturazione di un palazzo. Si tratta, purtroppo, di un’ennesima tragedia che evidenzia ancora una volta quanto sia importante garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro. Su questo tema è massima l’attenzione dell’esecutivo regionale al fianco dei sindacati e delle forze dell’ordine, nonostante i nostri Ispettorati del lavoro siano decisamente sotto organico. Per questo lo scorso dicembre abbiamo avviato la procedura per selezionare 52 nuove unità di personale, tra ispettori del lavoro e funzionari ispettivi, nell’ottica del rafforzamento della nostra azione e del ricambio generazionale. La procedura va avanti, gli uffici stanno lavorando alla costituzione delle commissioni esaminatrici e contiamo di disporre dei nuovi ispettori nel più breve tempo possibile”.

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in merito all’incidente verificatosi stamattina nel capoluogo siciliano in cui sono morti due operai intenti ai lavori di ristrutturazione di un edificio.

Lagalla, Palermo si ferma e si unisce al dolore

“Palermo oggi si ferma, si raccoglie e si unisce nel dolore. La tragedia avvenuta oggi in via Ruggero Marturano colpisce nel profondo l’intera comunità palermitana. Due lavoratori hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro, in un contesto che dovrebbe essere sempre sinonimo di dignità, sicurezza e tutela. A loro va il nostro pensiero più commosso e rispettoso.

A nome della città di Palermo esprimo il più sincero cordoglio alle famiglie delle vittime, alle quali ci stringiamo con affetto e partecipazione autentica in questo momento di dolore incolmabile.

Desidero, inoltre, rivolgere un pensiero al lavoratore rimasto ferito, attualmente ricoverato in gravi condizioni: a lui va il nostro augurio più forte di pronta guarigione, insieme alla vicinanza ai suoi familiari che stanno vivendo ore di angoscia.

Non è accettabile che si continui a morire mentre si lavora. Il rispetto della vita deve essere sempre la priorità assoluta. Da questo dolore deve nascere un impegno ancora più forte affinché tragedie come questa non si ripetano mai più” dice il sindaco Roberto Lagalla.

Uil Sicilia, profondo cordoglio

La segretaria generale della Uil Sicilia, Luisella Lionti, esprime profondo cordoglio per la terribile tragedia avvenuta questa mattina in via Ruggero Marturano, a Palermo, dove due operai hanno perso la vita precipitando da una gru mentre lavoravano.

Un terzo lavoratore si sarebbe salvato, finendo sul deposito di copertoni di un’officina e un altro è rimasto ferito. “Siamo di fronte all’ennesima drammatica conferma – dichiara la Lionti – di quanto la sicurezza nei luoghi di lavoro continui a essere una vera emergenza nazionale. È inaccettabile che si possa morire mentre si lavora.

Ogni vita spezzata è una ferita per tutti noi e un richiamo alla responsabilità di istituzioni e imprese. Bisogna investire in prevenzione, formazione e controlli continui, perché dietro ogni numero ci sono persone e famiglie”. La Uil Sicilia si stringe alle famiglie delle vittime e chiede che venga fatta piena luce sulle cause dell’incidente. “Serve una svolta concreta e immediata – conclude la segretaria – affinché la sicurezza non resti solo una parola nei protocolli ma diventi realtà quotidiana per ogni lavoratore”.

 Cgil Palermo: “L’ennesimo operaicidio a Palermo”

Palermo 10 aprile 2026 – “Siamo molto amareggiati, l’ennesima gravissima strage di operai a Palermo. Non si può più accettare una situazione del genere. Proprio ieri in un cantiere – dichiara il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo siamo intervenuti per rimproverare rendere alcuni operai che lavoravano senza imbracatura. Questo è lo spaccato del settore delle costruzioni, che negli ultimi anni non abbiamo mai smesso di denunciare a gran voce, queste sono le condizioni di insicurezza in cui lavorano i nostri operai edili. L’ennesimo operaicidio nella nostra città ci dice a chiare lettere che questa tragedia senza fine sta diventando una piaga sociale. Vanno individuate subito le responsabilità, senza vie di fuga per i colpevoli. Valuteremo anche con le altre sigle sindacali iniziative di mobilitazione e di confronto con le istituzioni. Ma la politica in tutto questo che fa? Cosa aspetta il governo, sia regionale che nazionale, per intervenire subito con norme più stringenti in materia di salute e sicurezza? Esprimiamo solidarietà alla famiglia e siamo immediatamente disponibili a intervenire in supporto ai familiari”.

Cisl, stanchi e avviliti pensiero rivolto ai familiari

“Siamo avviliti, stanchi, con un dolore immenso e con il pensiero rivolto ai familiari, ai colleghi di questi due lavoratori morti in un modo assurdo e inaccettabile, e al terzo ferito. Non riusciamo a comprendere come un’emergenza nazionale di questa portata, che ogni giorno conta feriti e spesso, come accaduto oggi anche vittime, non sia la priorità per tutti, come dovrebbe essere invece la tutela della salute e della vita dei lavoratori. Siamo dell’idea che un’emergenza come questa vada combattuta con strumenti emergenziali”. Lo affermano la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese, dopo aver appreso del grave incidente sul lavoro accaduto stamani a Palermo in via Marturano, il crollo del braccio meccanico della gru. “Il bilancio del gravissimo incidente poteva anche essere ancora più tragico. Devono essere chiarite le responsabilità, perché non possiamo più accettare che accadano questi gravissimi incidenti e che ci siano, anche oggi, famiglie che non vedranno più i loro cari fare ritorno dal lavoro”. “Controlli a tappeto sull’uso dei dispositivi di sicurezza, l’applicazione delle normative e dei giusti contratti che tutelano i lavoratori, un maggior numero di ispettori, una costante programmazione sul tema della prevenzione e della formazione rivolte sia ai lavoratori che ai datori di lavoro, un impegno comune tra le istituzioni e parti sociali per fermare la scia di sangue. Serve tutto questo, ma oggi non riusciamo a dire altro, oggi a Palermo a piangere è tutto il mondo del lavoro” concludono i segretari.

Cisal: “Morti inaccettabili, servono controlli severi”

La morte di due operai a Palermo e il ferimento di un terzo, a causa del crollo di una gru, sono inaccettabili. Esprimiamo vicinanza alle famiglie delle vittime e alla famiglia del lavoratore ferito. Non è pensabile che in Italia si possa ancora morire sul lavoro: è un’emergenza nazionale su cui servono interventi forti e controlli severi da parte dell’Inail e dell’Ispettorato del lavoro”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca, Nicola Scaglione e Gianluca Colombino di Cisal.

Il Pd di Palermo

“La Segreteria Provinciale del PD Palermo si stringe con immenso dolore alle famiglie dei due operai vittime della tragedia in via Ruggero Marturano. Morire sul lavoro è un’offesa intollerabile alla nostra democrazia che esige risposte rapide e l’accertamento rigoroso di ogni responsabilità.
Non possiamo più accettare che la sicurezza sia considerata un costo sacrificabile: servono controlli serrati e una cultura della prevenzione che non lasci spazio a deroghe” dichiara Teresa Piccione, segretaria provinciale del Partito Democratico di Palermo.

Zacco, la sicurezza non può essere elemento accessorio

“La tragedia avvenuta in via Ruggero Marturano, che ha causato la perdita di due lavoratori impegnati nello svolgimento delle proprie mansioni, rappresenta un evento di straordinaria gravità che colpisce profondamente l’intera comunità cittadina. A nome della VI Commissione Consiliare, esprimo il più sentito e sincero cordoglio alle famiglie delle vittime, alle quali rivolgiamo un pensiero di vicinanza autentica e di partecipazione al loro immenso dolore. La perdita della vita in ambito lavorativo costituisce una ferita inaccettabile per una società che deve fondarsi sui principi inderogabili della sicurezza, della dignità e della tutela del lavoro.

Rivolgiamo altresì un pensiero al lavoratore rimasto ferito, con l’auspicio di una pronta e completa guarigione, manifestando piena vicinanza ai suoi familiari in questo momento di apprensione. È indispensabile che da eventi così drammatici scaturisca una rinnovata assunzione di responsabilità collettiva: la sicurezza sui luoghi di lavoro non può e non deve essere considerata un elemento accessorio, ma una priorità assoluta dell’azione amministrativa, istituzionale e imprenditoriale. In piena condivisione con quanto espresso dal Sindaco Roberto Lagalla, ribadisco la necessità di rafforzare ogni strumento utile a prevenire simili tragedie, affinché il lavoro torni ad essere sempre e soltanto espressione di dignità e mai causa di morte” scrive il presidente della VI commissione consiliare, Ottavio Zacco.

Opposizione consiliare, ci stringiamo al dolore delle famiglie

I gruppi di opposizione al Consiglio Comunale di Palermo comunicano che la conferenza stampa prevista per oggi sulle politiche abitative è stata rinviata a lunedì, alle ore 11.30, nello stesso luogo.

La decisione è maturata a seguito della gravissima tragedia avvenuta oggi in via Ruggero Marturano, in cui due lavoratori hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro.

Di fronte a quanto accaduto, abbiamo ritenuto doveroso fermarci.

Ci stringiamo con sincera partecipazione alle famiglie delle vittime, a cui va tutta la nostra vicinanza, e rivolgiamo un pensiero ai feriti, con l’auspicio che possano superare senza conseguenze questo momento così drammatico.

L’ennesimo incidente mortale sul lavoro impone però anche una riflessione profonda. Non possiamo limitarci al cordoglio: serve un impegno urgente, concreto e continuo per garantire sicurezza, controlli efficaci e condizioni di lavoro dignitose. Morire di lavoro è una ferita aperta che riguarda l’intero Paese e che chiama in causa tutte le istituzioni.

Per queste ragioni abbiamo scelto di rinviare un momento di confronto politico, senza però arretrare di un passo sui temi che riguardano i diritti e la qualità della vita delle persone, a partire dalle politiche abitative.

L’appuntamento è quindi rinviato a lunedì 13 aprile, alle ore 11.30.