“Ritratto di Charlotte de France”, Restart e la docente Maria Antonietta Spadaro presentano il dipinto a Villa Niscemi

  • Scoperto nel 2004, da maggio di quest’anno si trova a Villa Niscemi
  • Charlotte di France è stata il simbolo dei moti della Restaurazione francese
  • Non si conosce l’autore del dipinto, realizzato a Vienna nel 1796
  • Una copia del quadro è conservata alla Reggia di Caserta

Sua madre la chiamava “Mousseline la seria” ma il suo vero nome era Maria Teresa Carlotta di Borbone, o più semplicemente Charlotte de France.  La città di Palermo custodisce un ritratto  anonimo  di quella ragazza, un dipinto realizzato  a Vienna nel 1796 (olio su tela, cm. 138×98). Lì , Charlotte era arrivata non ancora ventenne, dopo tre anni di prigionia nella torre del Tempio di Parigi, dal 1792 al 95.

Charlotte, l’unica erede dei reali di Francia sopravvissuta alla ghigliottina del 1798

Alla morte di Robespierre, fu deciso di scambiarla con i prigionieri repubblicani trattenuti in Austria, patria della madre Maria Antoinetta.  Charlotte era la figlia di Luigi XVI e Maria Antonietta, ultimi regnanti di quell’Ancient regìme, spazzato via dalla Rivoluzione francese del 1798. Charlotte di Francia non è un personaggio capitato per caso dalla storia. Nata a Versailles nel 1778 e  morta nel 1851 nel castello di Frohsdorf presso Vienna, Charlotte fu la primogenita e l’unica dei quattro figli della coppia reale a sopravvivere a malattie e alla rivoluzione.  Charlotte, per tutti i  francesi che si opponevano al vento rivoluzionario  divenne un simbolo di rivincita, diventando l’implacabile e convinta sostenitrice della Restaurazione. Per i nostalgici dei Borbone, Charlotte era Madame Royale. Anche i nemici la rispettarono. Napoleone Bonaparte di lei disse: “Madame Royale è l’unico uomo della famiglia dei Borboni”.

Restart e La Settimana delle culture insieme per il Ritratto di Charlotte

Adesso, Il volto giovanile di Carlotta è il protagonista di un evento speciale di Restart.  Infatti, in collaborazione con “La Settimana delle Culture”, Maria Antonietta Spadaro presenta al pubblico  il “Ritratto di Charlotte de France”. L’evento si tiene a Villa Niscemi, sede di rappresentanza del Comune di Palermo. Questo quadro vanta una storia singolare. Nessuno sa con certezza come sia arrivato a Palermo. Probabilmente l’ha portato qui da noi Palermo Maria Carolina di Borbone, zia della giovane, moglie di Ferdinando di Borbone, in fuga da Napoli. Per tanto tempo nessuno ha prestato tanta attenzione a quel dipinto conservato a Palazzo delle Aquile. Per rendere il giusto onore a quel dipinto e al personaggio ritratto, c’è voluta la sapienza e la competenza della storica d’arte  Maria Antonietta Spadaro. La studiosa l’ha individuato  nel 2004 e ha svelato gran parte della trama  artistica e storica del dipinto.

Charlotte de France, nel periodo del suo esilio a Vienna,  venne ritratta quasi sempre in posa. Il ritratto che possiamo ammirare a Villa Niscemi offre un messaggio diverso. La principessa è vestita con semplicità e senza gioielli.  Il  dipinto ricorda i suoi genitori, ritratti nei due canopi presenti nel quadro. L’atteggiamento di Charlotte sembra austero. Ma non è così, perché con le braccia e le mani ribadisce il diritto alla corona di Francia: con la mano destra impugna il testamento del padre , mentre la sinistra tiene un fazzoletto. Sullo sfondo si scorge il drappo con i gigli di Francia dorati in campo azzurro.  Una copia del quadro si trova nella Reggia di Caserta.

A  maggio di quest’anno, l’amministrazione comunale ha deciso di trasferire l’opera a Villa Niscemi.  Proprio a  due passi dalla Palazzina Cinese, l’edificio che racconta la storia d’amore contrastata di Ferdinando e Carolina. Si, proprio quella Carolina, che portò con sé a Palermo il dipinto della combattiva nipote Charlotte.

Sono tre gli appuntamenti a Villa Niscemi con il ritratto di Charlotte de France sotto la regia della storica d’arte Maria Antonietta Spadaro: venerdì 16 luglio, sabato 31 luglio e venerdì 27 agosto (ogni appuntamento prevede due turni di visite, alle 17.30 e alle 18.30).