Sono terrorizzati i residenti delle borgate palermitane dell’Arenella e di Vergine Maria. Il motivo sono i cinghiali che sempre più numerosi girano nella zona.
Scendono da Monte Pellegrino, dove abitano, probabilmente in cerca di cibo e forse attratti anche dai rifiuti.

A denunciare una situazione incresciosa e preoccupante è Natale Puma, anche lui abitante dei luoghi interessati dagli avvistamenti, nonché consigliere della VII circoscrizione.

“Negli ultimi tre anni – racconta a BlogSicilia Puma – i cinghiali sono aumentati in maniera considerevole. E’ una anomalia che mette a rischio i cittadini. Si muovono soprattutto la notte, in gruppi che comprendono dai tre ai sei esemplari. Diversi automobilisti e motociclisti hanno rischiato di perdere il controllo dei loro mezzi perché se li sono ritrovati improvvisamente in mezzo alla strada. Bisogna intervenire adesso, prima che ci scappi il morto”.

I cinghiali diventano assai numerosi soprattutto in estate,la stagione delle nascite. E in poche settimane diventano centinaia, anche perché una cucciolata può contare anche nove suidi.

Puma ed i residenti da tempo segnalano la pericolosità della questione alle autorità competenti. Si sono rivolti alla Forestale, ai carabinieri, al sindaco, al prefetto, al servizio per la Ripartizione Faunistico-Venatoria.

Sostengono di non aver ricevuto soluzioni ma solo inviti ad avere pazienza. “Ormai siamo in emergenza – conclude Puma – la gente ha paura. Negli ultimi giorni sono stati visti cinghiali anche sul lungomare Cristoforo Colombo, nella parte alta di via Cardinale Lavitrano, in via Riela. Tutta la zona è tempestata da questi animali. C’è anche una delibera della VII circoscrizione in cui si chiede l’abbattimento o la cattura. Così non si può andare avanti”.

Nel 2015 un pensionato, che si trovava davanti la sua casa nelle campagne di Cefalù, venne ucciso dalla carica di un cinghiale. La moglie, ferita gravemente, riuscì a salvarsi. La famiglia del defunto ha fatto causa alla Regione chiedendo un risarcimento di 900 mila euro.