Cinisi ha intitolato una strada a Felicia Bartolotta Impastato, la madre di Peppino Impastato che dopo l’omicidio del figlio trasformò il dolore in una battaglia pubblica contro la mafia. La cerimonia si è svolta questa mattina, sabato 3 ottobre, alle 11, all’ingresso della nuova via dal lato di Via Imbriani. A guidarla la sindaca Vera Abbate, che ha definito la scelta “un atto dovuto”.

Chi era Felicia Bartolotta Impastato

Nel ricordarla, la sindaca ne ha tracciato la figura: “Donna e madre straordinaria che, in un tempo e in un contesto in cui ribellarsi richiedeva un coraggio enorme, seppe rompere il silenzio e schierarsi apertamente contro la mafia”.

Dopo l’assassinio di Peppino, ha proseguito Abbate, Felicia “trasformò il dolore di una madre in una battaglia per la verità e la giustizia. Aprì la sua casa, parlò ai giovani, raccontò suo figlio e continuò senza arretrare a chiedere giustizia. Una testimonianza che ancora oggi parla alle nuove generazioni”.

La sindaca ha legato la scelta anche alla propria sensibilità personale: “Da donna, prima ancora che da sindaca, sento profondamente il valore della sua storia. Intitolarle una strada a Cinisi era un atto dovuto”.

La cerimonia

La cerimonia si è aperta con l’Inno di Mameli, affidato alla giovane Francesca Mangiapane. Accanto alla sindaca c’erano Giovanni e Luisa Impastato, insieme alle realtà che portano avanti la memoria di Peppino e della famiglia: Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, l’Associazione Peppino Impastato, il Centro Siciliano di Documentazione Giuseppe Impastato, Libera e l’Associazione Musica e Cultura. Significativi, ha sottolineato Abbate, gli interventi di Luisa Impastato, Umberto Santino e Carlo Bommarito.

Alla giornata hanno preso parte le forze dell’ordine, i carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Municipale, padre Antonio Ortoleva e padre Antonio Chimenti, i sindaci e gli amministratori di Terrasini, Carini, Montelepre e Isola delle Femmine, gli assessori comunali, la presidente del Consiglio comunale Antonella Candido, i consiglieri e numerosi cittadini. Presenti anche Auser Cinisi, Ali C’è, Paolo La Rosa e Pro Loco 2.0.

Il riconoscimento a chi avviò l’opera

La sindaca ha voluto riconoscere il lavoro di chi ha avviato il percorso dell’intitolazione: l’allora sindaco Gianni Palazzolo, il vicesindaco Aldo Ruffino e l’assessora ai Lavori Pubblici Salvina Di Maggio, che hanno supportato gli uffici per la progettazione. Sul palco sono saliti anche Michele Giaimo e Francesca La Fata, protagonisti del percorso che consentì di intercettare il finanziamento, e l’onorevole Toto Cordaro, ringraziato per il contributo dato in quella fase.

“Le amministrazioni cambiano, ma il lavoro fatto per il paese appartiene alla comunità e va riconosciuto”, ha osservato Abbate.

Il lavoro degli uffici comunali

Un ringraziamento è andato anche agli uffici comunali che hanno seguito l’opera. Sul palco l’architetto Giovanni Cavataio, autore di un intervento che la sindaca ha definito straordinario, il geometra Vincenzo Evola e Maria Concetta Biundo, che hanno curato le diverse fasi dell’opera.

Con loro la sindaca ha ringraziato il segretario generale Cristofaro Ricupati, l’avvocato Salvatore Orlando, l’ingegner Vella, l’architetto Lo Porto, l’ingegner Viola, l’impresa, gli operai, le maestranze e i dipendenti comunali che hanno curato l’organizzazione.

Il senso dell’intitolazione

Abbate ha infine spiegato il valore del gesto: “Intitolare una strada significa scegliere quale memoria consegnare al futuro. E oggi Cinisi consegna al futuro il nome di Felicia, perché continui a indicarci la strada della verità, della giustizia e del coraggio”.