• La nascita del Circolo Velico Sferracavallo
  • Tra i fondatori Checco Bruni timoniere di Luna Rossa
  • Tra gli obiettivi del circolo oltre la formazione sportiva anche la collaborazione per il recupero del territorio

Una scelta ‘controvento’. C’è questo alla base del Circolo Velico Sferracavallo, nato grazie ad una cordata di professionisti che – in un momento storico globalmente difficile – ha dato, o ridato, vita ad una realtà sportiva nel golfo di Sferracavallo. Ospitato per la sede sociale all’ex Baia del Corallo, il CVSF riporta le vele nel Golfo dopo un ventennio di assenza.

Una realtà imprenditoriale fortemente voluta da 11 soci fondatori tra cui Francesco ‘Checco’ Bruni, al momento impegnato come timoniere su Luna Rossa nella sfida della Coppa America, che per il CVSF riveste anche il ruolo di direttore sportivo.

“Il CVF – spiega il presidente, Giuseppe Giunchiglia – nasce dall’idea di un gruppo affiatato di amici accomunati dalla passione per la vela e il mare, in particolare di quello di Sferracavallo che fino ad oggi non aveva mai avuto una realtà strutturata come questa. Il golfo della borgata marinara, oltre all’indiscussa bellezza naturale, si presta per le insite caratteristiche tecniche ovvero il vento, la termica e la configurazione geografica. La presenza del porticciolo, inoltre, consente l’uscita in sicurezza delle barche della scuola vela e non solo. Il nostro auspicio è che Sferracavallo diventi un nuovo polo per gli amanti della vela regionale, nazionale e internazionale così da permettere la rinascita e la rivalutazione di questa bellissima realtà marinara”.

La scuola vela. A pochi metri dal porticciolo, la casa quarara – recuperata e ristrutturata dai soci del CVSF – ospita la base sportiva. Una quarantina gli atleti agonisti che si allenano e gareggiano con i colori del guidone del circolo, quest’ultimo che vive grazie alle tinte vivaci e brillanti del pittore Maurilio Catalano. «Sentiamo anche il peso di un dovere generazionale – continua il presidente Giunchiglia – , oggi molti di noi godono di ciò che hanno ricevuto dai propri cari e tocca a noi adesso restituire ai ragazzi l’opportunità di vivere delle realtà sane, degli spazi comuni in cui incontrarsi e confrontarsi».

Gli equipaggi stranieri. Grazie alla foresteria, ristrutturata presso la sede sociale, il CVSF ha la possibilità di ospitare equipaggi stranieri che scelgono Sferracavallo per i propri allenamenti. Le condizioni meteo avverse dei Paesi di origine rendono necessario, per questi atleti, trovare delle soluzioni alternative per non spezzare il ritmo di training. Ad oggi, hanno solcato le acque del Golfo, equipaggi provenienti non solo dal Nord Italia ma anche dalla Russia su 29er, Malta e Repubblica Ceca. A fine Gennaio – compatibilmente con le disposizioni vigenti per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 – il CVSF accoglierà un team svizzero che verrà ad allenarsi su un Nacra 17 (catamarano misto olimpico) mentre a Febbraio sarà la volta di un’altra squadra di atleti della Repubblica Ceca.

L’impegno con le Istituzioni. Il CVSF non è soltanto sinonimo di sport ma annovera tra i suoi obiettivi primari la rivalutazione del territorio grazie alla fattiva collaborazione con le Istituzioni. “Lo scorso mese – continua il Presidente Giunchiglia – di concerto con la Capitaneria di porto, le associazioni e i pescatori, abbiamo bonificato tutta l’area portuale liberandola da imbarcazioni in disuso che venivano abusivamente adibite a discariche, restituendola così ai cittadini. Alla base c’è il forte desiderio, condiviso anche dagli abitanti delle borgata, di far rinascere Sferracavallo esaltandone la bellezza e le potenzialità e non relegandola all’idea di villaggio enogastronomico”.

E ancora, dalla sinergia con la Soprintendenza del mare è nato un protocollo d’intesa per cui il CVSF s’impegna in iniziative finalizzate alla ricerca, conservazione, tutela, valorizzazione e divulgazione del patrimonio archeologico sommerso nonché alla promozione di corsi di formazione.