“Come vorrei che fossi qui” è un brano dedicato a una figura forse poco conosciuta, ma di grande carisma, una ragazza normale, con interessi uguali a quelli di tanti altri giovani: viaggiare, conoscere, suonare, cantare, amare.

La storia raccontata nel brano del cantautore palermitano Fabio Guglielmino è quella di Lia Pipitone, una giovane madre di 25 anni, figlia di un boss mafioso, strappata alla vita troppo presto per la sua forte sete di libertà. È stato riaperto da poco il processo che porterà Lia Pipitone ad essere riconosciuta vittima di mafia dopo più di trent’anni. Sono state inoltre consegnate alla famiglia le più di 1.500 firme ottenute dalla petizione di sensibilizzazione lanciata il 23 settembre 2015 in occasione del 32esimo anniversario dell’uccisione.

Nel video di “Come vorrei che fossi qui” si intrecciano le vite di due personaggi: una figura femminile che rappresenta lo spirito di Lia, quello che amava il mare della sua terra, e un giovane che la cerca disperatamente fino alla fine, per poterle dire qualcosa che forse non le ha mai potuto dire

Fabio Guglielmino ha conosciuto la storia di Lia Pipitone frequentando il centro antiviolenza che porta il suo nome. Sulle pareti del centro sono appese delle immagini di grande impatto: due mani che spezzano una catena, ispirate ad un suo disegno, con una frase che Lia amava dire sempre: “Non bisogna mai spaventarsi di parlare e confrontarsi”.

Guglielmino ha voluto dedicare questo brano ai volontari dell’associazione Millecolori Onlus, che lavorano nel centro antiviolenza “Lia Pipitone” a Palermo, e ha deciso di donare loro la traccia perché possa essere utile a raccogliere fondi per le numerose iniziative che portano avanti nel territorio.

Il brano è inciso in collaborazione con la formazione di Fabio Gugliemino The Bornheimer, che è composta anche da Dario Gullifa al basso – che ha curato la realizzazione del video – Fabrizio Pecoraino alla batteria, Riccardo Rizzo alle chitarre.

Il video è stato scritto da Fabio Guglielmino e Dario Gullifa, che ne ha curato regia, riprese e montaggio. Protagonisti della clip sono Claudia Trianni e il biker Marco Guglielmino.