Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera aperta che il Forum del Terzo Settore della Sicilia ha voluto inviare al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

La lettera è firmata da Giuseppe Di Natale, Portavoce del Forum, ente riconosciuto dal Ministero del Lavoro quale più rappresentativo degli Enti di Terzo Settore della Regione Siciliana.

Ecco il testo della lettera:

“Signor Presidente,
ci scuserà se utilizziamo lo strumento della lettera aperta per comunicare con Lei.
Non ci restava altro da fare, dal momento che tutte i precedenti tentativi di interlocuzione non hanno trovato risposta. Siamo tenaci, tuttavia, e crediamo opportuno raggiungerla per esternarle alcune riflessioni.
Chi siamo?
Siamo quelle decine di migliaia di volontari, associati, cooperatori che nel silenzio e in silenzio, stanno lavorando per consentire la tenuta sociale della nostra regione.
Siamo quelle donne, uomini, ragazzi che ogni giorno cercano di aiutare le fasce di popolazione più debole ad affrontare l’emergenza.
Siamo quelli che, spesso, senza alcun dispositivo di protezione individuale, fanno la consegna a domicilio di farmaci, generi alimentari, trasportano degenti, operano nelle strutture di accoglienza, di riabilitazione, in poche parole aiutano gli altri.
Siamo quelli che ogni giorno fanno compagnia al telefono,raccolgono nei supermercati i beni di prima necessità e poi con i mezzi propri, a proprio rischio e pericolo li distribuiscono, quelli che ogni giorno si inventano un’attività, un’iniziativa per portare sollievo ai siciliani.
Siamo quelli che si stanno facendo carico di buona parte dei servizi e delle iniziative di aiuto alle persone più deboli: dagli anziani, ai non autosufficienti, ai minori, agli immigrati, alle persone con disabilità, alle persone con disagio psichico, a chi vive in condizioni di marginalità.
Siamo quelli del fare, quelli che non cercano la ribalta o le vetrine mediatiche, che fanno quello che dicono e non sempre dicono tutto ciò che fanno.
Siamo quelli che nonostante tanta superficialità, disorganizzazione, incapacità di molte amministrazioni pubbliche continuano in silenzio a lavorare.
Sa quante donne e uomini nel chiuso delle loro case preparano mascherine per consegnarle agli ospedali, ai centri anziani, ai comuni?
Provi a immaginare solo per un momento se non ci fossimo.
Non Le scriviamo per fare sterile polemica, ma perché crediamo indispensabile il coinvolgimento del Terzo settore anche nell’azione di raccordo ed indirizzo dei provvedimenti sull’emergenza.
La Protezione Civile, di cui per altro alcuni dei nostri enti fanno parte, da sola non basta perché bisogna far fronte ad una emergenza non solo sanitaria ma anche sociale di vasta portata.
Alle risposte emergenziali occorre perciò associare risposte strutturali e di medio lungo periodo che, allo stato, non riusciamo a intravedere nell’azione del Governo
Sono molte le cose da fare e con urgenza.
Le risorse messe a disposizione dei comuni per far fronte all’emergenza sono un segnale forte, anche se è ormai chiaro che la loro disponibilità non sarà immediata.
Questo, però, da solo non basta, perché sempre più urgente appare la necessità di rivolgere l’attenzione agli ultimi.
Nelle carceri la situazione rischia di diventare insostenibile, ma molte delle persone detenute che potrebbero godere della carcerazione domiciliare non hanno un luogo fisico dove poter continuare a scontare la loro pena.Lo stesso vale per i senza dimora che rischiano di non avere alcuna possibilità di difendersi dal contagio.
Per non parlare delle persone non autosufficienti accudite a domicilio da familiari e dalle cooperative sociali in sempre maggiore difficoltà o ricoverate in centri che, senza interventi idonei, rischiano di trasformarsi in focolai del contagio.
Non vogliamo fare un elenco di bisogni e di necessità; quello che chiediamo è rispetto e considerazione.
Duole constatare che ai vari livelli istituzionali non troviamo traccia né dell’uno né dell’altra.
È indispensabile che anche le organizzazioni del Terzo settore siano messe in condizioni di poter svolgere al meglio il proprio impegno.
L’avevamo già chiesto e torniamo a sollecitarlo: il Governo Regionale deve varare immediatamente misure a sostegno delle organizzazioni di Terzo settore, dell’associazionismo, del volontariato e della cooperazione sociale.
Le procedure amministrative vanno velocizzate al massimo: a partire dai contributi previsti per le attività di protezione civile, al pagamento delle assicurazioni dei volontari e delle spese effettivamente sostenute, al saldo di tutte le spettanze maturate dalle strutture convenzionate, alle anticipazioni per i progetti e così via. E vanno infine immaginate iniziative strategiche per la ricostruzione.
Il Terzo Settore produce capitale sociale indispensabile per garantire coesione sociale e crescita economica.
Trai Suoi compiti prioritari di decisore istituzionale è compresa anche la necessità di far in modo che il capitale sociale che giornalmente contribuiamo a far crescere non vada disperso.

Nb. Controlli a chi andranno le mascherine acquistate dalla Cina. Ci auguriamo che ne siano destinatari
anche gli operatori e volontari del Terzo Settore”.