In piena emergenza epidemiologica non è un mistero che l’Italia abbia bisogno di presidi medici, quali mascherine e ventilatori per reparti di terapia intensiva e tutto ciò che può salvare le vite di chi è costretto a ricorrere alle cure ospedaliere a seguito dell’infezione da Covid-19. Inoltre, c’è da garantire al personale sanitario di lavorare in tutta sicurezza con mezzi adeguati a difendersi dal contagio.

Pur esistendo al Centro e al Nord industrie che producono questi strumenti indispensabili, la richiesta nazionale è talmente alta che non siamo in grado di coprire il fabbisogno.
Serve pertanto creare in tempi celeri nuove industrie del settore per assolvere a questa necessità. Ma come fare e, soprattutto, dove? La proposta arriva da Totò Burrafato, ex sindaco di Termini Imerese. Proprio la cittadina della provincia di Palermo è il sito individuato da Burrafato per creare un polo industriale sanitario che possa dare respiro all’enorme richiesta di presidi medici. Il luogo prescelto è lo stabilimento ex Fiat con capannoni agibili e reti di collegamento funzionanti. L’idea sarebbe quella di riconvertire parte dell’impianto.

“Non è una provocazione ma una proposta concreta – afferma l’ex sindaco – Esiste un enorme polo industriale fermo ormai da anni. E il commissario per l’emergenza COVID-19 Arcuri lo sa bene. Si può e si deve riconvertire in tempi record a polo industriale sanitario. Ci sono gli operai, ci sono le fabbriche. Mancano le linee produttive. Ma si può fare. Si deve fare. Subito. E’ il mio appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al presidente siciliano Nello Musumeci e al commissario Domenico Arcuri. Create questa speranza. Per il bene del Paese, per la salute degli Italiani.

Un appello concreto che trova le sue ragioni nel buono stato di conservazione dell’impianto. Qualora vi fosse l’intenzione, non sarebbe proibitivo riutilizzare una struttura con caratteristiche adatte per una riconversione rapida al fine di produrre ciò che ci serve. Chissà se le istituzioni accoglieranno la proposta dando uno sguardo a questo monumento di archeologia industriale già pronto per aiutare l’Italia.