solidarietà

Covid19 e disagio sociale, il Banco Alimentare sostiene la comunità islamica palermitana

Il deposito di Cinisi del Banco alimentare della Sicilia occidentale è meta ininterrotta in queste settimane di rappresentanti di enti, associazioni, Caritas parrocchiali, e anche Amministratori comunali, soprattutto dei Comuni più piccoli, che vengono ad approvvigionarsi di derrate alimentari per far fronte al bisogno di fasce sempre maggiori della popolazione.

Si cerca di rispondere a tutti e fra le richieste è giunta anche quella della comunità islamica di Piazza Cancelliere a Palermo.

Previo appuntamento e formale richiesta l’imam Moustafà Boulaalam accompagnato dalla signora Manal in rappresentanza della Associazione delle donne islamiche “Fatima”, ha raggiunto la sede di Cinisi per acquisire derrate di vario genere.

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L’Associazione raccoglie circa 200 famiglie provenienti in gran parte da Marocco, Algeria, Tunisia, “ma ci sono con noi – precisa la signora – anche famiglie bengalesi e palermitane”.

L’assistenza che offre cerca di coprire tutti i bisogni delle famiglie “a partire – aggiunge – dai bambini che sono tanti”. Si fanno corsi di lingua sia araba che italiana e si danno servizi di carattere sociale e giuridico.

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“Abbiamo accolto con grande piacere – ha detto Santo Giordano, presidente del Banco alimentare – questa richiesta ed abbiamo fatto in modo di rispondere alle richieste di tutte le famiglie, perché questi giorni così difficili dimostrano che il bisogno non ha limiti, né di nazionalità né di religione. E noi come sempre cerchiamo di venire incontro ai bisogni di tutti”.

L’imam Moustafà ha ringraziato con amicizia e affetto i volontari del Banco presenti. “Noi operiamo nella moschea di piazza Cancellieri – ha detto prima di salutare -. È un luogo aperto a tutti e al quartiere innanzitutto. Il gesto di oggi è una ulteriore testimonianza dell’amicizia che ci lega a Palermo e ai suoi abitanti. Ma è anche un gesto di solidarietà che nasce dalla comune esperienza religiosa che in questo momento di difficoltà serve per far comprendere che nessuno si salva da solo”.

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