Quattro avvisi di garanzia con ipotesi di reato da definire ma che partono dal concorso in concussione e che potrebbero, in futuro, arrivare anche al disastro colposo. Sono in via di notifica ai vertici nazionali dell’Anas. Uno riguarda l’allora presdidente Pietro Ciucci, gli altri tre i suoi più stretti collaboratori.

A inviarli è stata la procura di Termini Imerese. La vicenda è quella del cedimento della rampa di accesso al viadotto Scorciavacche della Palermo-Agrigento, avvenuto nel dicembre di due anni fa.

Indagati insieme a Ciucci sono Alfredo Bajo, Stefano Liani e Michele Vigna, che all”epoca erano rispettivamente condirettore generale tecnico Anas, direttore centrale nuove costruzioni Anas e vice direttore Centro Sud Anas, accusati oltre che di concussione anche di concorso in falso in atto pubblico. Gli interrogatori inizieranno giovedì prossimo, davanti alla Procura di Termini Imerese che coordina l”indagine.

L’indagine è seguita personalmente dal procuratore Alfredo Morvillo ed aveva già portato all’emissione di trenta precedenti avvisi di garanzia. Tra  gli indagati anche l’ex direttore generale Anas Salvatore Tonti, l’ex  presidente dell”Autorità portuale Nino Bevilacqua, che all’epoca svolgeva il ruolodi consulente della “Bolognetta scpa”, raggruppamento di imprese guidato dalla coop Cmc di Ravenna insieme a Tecnis di Catania e Ccc di Bologna, che è il
contraente generale dell”opera.

Sotto inchiesta anche collaudatori, tecnici e rappresentanti delle imprese che hanno eseguito i lavori. per questo filone d’indagine l’ipotesi di reato è di attentato alla sicurezza dei trasporti.

Nell”avviso di garanzia Bajo, Liani, Ciucci e Vigna, tutti ai vertici Anas ai tempi del crollo e che sono stati raggiunti oggi dagli avvisi di granazia notificati dai Carabinieri, sono accusati di avere “imposto a Claudio Bucci, Salvatore Tonti e altri soggetti in servizio in Anas – scrivono i magistrati – gerarchicamente subordinati e comunque sottoposti alla loro posizione di supremazia, nonché ad altri soggetti che operavano in seno al contraente generale ”Bolognetta” di procedere entro il termine del 23 dicembre 2014 all”apertura anticipata del tratto stradale interessato dai lavori di ammodernamento ottenendo il raggiungimento di un risultato da sfruttare per mero tornaconto personale, abusando delle loro qualità e dei loro poteri, costringevano i predetti a dare o a promettere, a loro o ad
altri, indebite utilità”. Accuse pesanti che i diretti interessati smentiscono.

Fulvio Giovannini, Pierfrancesco Paglini e Claudio Bucci, invece, sono accusati di avere “attestato falsamente che i fatti descritti nel certificato di agibilità fossero stati da loro compiuti e fossero avvenuti alla loro presenza”.