L’unica cosa che sembra certa è che nessuno ha idea sul come far quadrare i conti della Regione e soprattutto sul come approvare ‘qualcosa’ entro il 31 dicembre, data incombente della scadenza dei termini per il bilancio di previsione e la finanziaria (senza esercizio provvisorio).

L‘ultima idea del governatore è uscita dall’incontro con gli alleati di Sicilia Futura e Psi. Non più l’impercorribile strada del ‘bilancio secco’ ovvero senza una legge finanziaria ad accompagnarlo, ma la nuova trovata della ‘Finanziaria tecnica’. Un termine che cela una legge di pochi articoli che regolamenta solo le cose urgenti lasciando in sospeso tutto il resto. A fianco a questa legge un bilancio con le sole spese obbligatorie e quelle legate alle norme urgenti sui precari, enunciando gli introiti ipotetici salvo poi correggere tutto in corso d’opera.

Lungo questa strada che porterebbe ad un anno, il 2017, di continue leggi di bilancio e finanziaria, assestamenti ogni due o tre mesi, vivendo praticamente alla giornata, il governatore potrebbe trovare anche il voto ‘responsabile’ di parte delle opposizioni, almeno quello di Forza Italia ma solo su provvedimenti giudicati indispensabili.

La strada tracciata da Crocetta spariglia le carte di Baccei. L’assessore per l’Economia avrebbe voluto far ricorso all’esercizio provvisorio di 2 o 4 mesi, appostando nel bilancio triennale le coperture per le proroghe dei contratti dei precari della Regione, che scadono a fine anno. In questo schema, la finanziaria sarebbe stata discussa in primavera.

Una soluzione quasi obbligata che garantirebbe il tempo alla Regione per mettersi in linea con le nuove difficili disposizioni contabili ma creerebbe rischi e contenziosi per i precari. Rischi e contenziosi diversi ma non inferiori se si percorre la via del presidente della Regione che invece, prevede la contestuale approvazione del bilancio e di una ‘finanziaria snella’ e il rinvio al prossimo anno delle norme principali.

Alla fine Baccei sembra pronto a cedere ai desiderata crocettiani ma tenendo sempre nel cassetto l’esercizio provvisorio da tirare fuori in un qualsiasi momento se in aula le cose dovessero complicarsi come è facile che accada. Sullo sfondo, infatti, restano le tensioni interne alla coalizione che appoggia il governo. Oggi la manovra torna per la quinta volta in giunta e dovrà essere liberata se si vuole avere almeno una speranza di far qualcosa  prima della fine dell’anno. E qualcosa, sia essa finanziaria tecnica o esercizio provvisorio, occorrerà pur fare.

Il sospetto che serpeggia nella testa di tanti, alla fine, è che forse la Regione non sia in grado di rispettare le sempre più stringenti norme di finanza pubblica. Che le nuove entrate non siano poi consistenti come ce le raccontano, che il vincolo imposto sia difficile da mantenere. Insomma fare un bilancio pubblico in modo sempre più simile a quello di una azienda privata potrebbe non essere poi così semplice e immediato. Ma questi sono solo cattivi pensieri.