Il Vaticano riduce allo stato laicale Don Minutella

  • “Non mi fermeranno, dalla Chiesa di Roma un gesto di grande debolezza”
  • Don Minutella considera Papa Francesco un usurpatore
  • La credibilità del Vaticano messa in crisi da scandali e processi
  • Minutella non farà ricorso: “non cadrò in quella trappola”

Don Alessandro Minutella è stato spogliato dalla veste clericale e ridotto allo stato laicale. E’ solo l’ultimo atto di un rapporto a dir poco travagliato tra il prete palermitano e le gerarchie ecclesiastiche. E’ stato proprio Don Alessandro a raccontare quel che era successo. “Il Vescovo di Palermo, Corrado Lorefice, mi ha notificato che sono stato ridotto allo stato laicale. E’ l’ultima sanzione canonica a disposizione da quella che si dice essere la Chiesa della Misericordia, la chiesa del dialogo”, ha detto il prete palermitano, in una diretta sul suo canale youtube, un canale che raccoglie l’attenzione di decine di migliaia di fedeli.

Don Minutella, la decisione della Congregazione per la dottrina della fede

La comunicazione contro Don Minutella, secondo quanto riportato nella notifica, arriva dalla Congregazione per la dottrina della Fede. Della riduzione allo stato laicale, il codice di Diritto canonico ne parla al canone 290 e seguenti. Possono essere tre i motivi per cui si incorre in questa gravissima sentenza. Il primo è legato a una sentenza giudiziaria o a un decreto amministrativo con cui viene dichiarata l’invalidità della sacra ordinazione. In pratica, quando il prete non è stato realmente ordinato. Il secondo motivo per cui si incorre alla riduzione in stato laicale incorre quando si incorre in un grave delitto, la fattispecie chiamata dimissione in penam.  L’ultimo caso avviene col rescritto, ovvero quando è lo stesso sacerdote a chiedere di abbandonare lo stato clericale.

Don Minutella non si scompone e annuncia che continuerà la sua battaglia contro colui che ritiene un usurpatore del trono di Pietro, Jorge Maria Bergoglio. Minutella non è solo in questa battaglia che conduce da anni. Sono tante le voci di dissenso contro l’episcopato di Papa Francesco I. Anche l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, seppur con diverse argomentazioni, non riconosce la sovranità di Francesco. Insomma, a norma di diritto canonico, il vero Papa sarebbe ancora Benedetto XVI.

Non è soltanto una questione di “ruoli”. Don Minutella – e dall’altra sponda del mondo anche Viganò- contestano a Bergoglio la sistematica demolizione del dogma cattolico, in nome di un culto universale che tutto abbraccia nel nome del politicamente corretto. Una visione sincretistica- secondo i preti schierati contro Bergoglio – che serve anche per appiattire la religione cattolica al Great reset e far prevalere tesi vicine alla massoneria.

Don Minutella, “contro la Chiesa di Pachamama

“Da quelle parti in Vaticano si sono accorti di un Don Minutella che difende la sana dottrina cattolica, mentre con Bergoglio la chiesa si è ridotta alla vergogna. Per loro Don Minutella crea scandalo”, attacca il prelato palermitano.  Quella guidata da Francesco, continua Minutella “è anche la Chiesa di Pachamama e delle chiese trasformate in osterie. Una Chiesa apostata e anti Cristica è quella che mi ha comunicato la riduzione allo stato laicale”.

Don Minutella non ha dubbi sui motivi dell’estrema sanzione comminata nei suoi confronti. “Chiaramente sono accusato di provocare scandalo nei fedeli. Vedete a che livello siamo arrivati”. “Mi domando quale sia il mio delitto” -continua il prete, che aggiunge: ” questo è abuso di potere. Ma è anche un segno di grande debolezza. Hanno paura di Don Minutella. Non è mai accaduto nella storia bimillenaria della Chiesa che un prete abbia subito due scomuniche, la rimozione forzata dalla parrocchia, la sospensione a divinis e adesso la riduzione allo stato laicale.

“Sono sacerdote dentro, l’ordine sacro non si perde”

Don Minutella, però, non si perde d’animo. “Io sono sacerdote dentro, l’ordine sacro non si perde. Praticamente mi hanno crocifisso. Non sono affatto afflitto, Me l’aspettavo. Credo che non finisca qui. Ma quello che è accaduto non limita affatto il mio apostolato”.

Da anni, Don Minutella accusa Bergoglio di essere un “falso Papa”. Nella sua esternazione, il prete indica precise responsabilità da parte dei vertici della Chiesa romana: “Dal Vaticano stanno agendo in modo vigliacco e a capo del trono di Pietro c’è un usurpatore, che aveva lo stesso modo di agire quando era in Argentina. Sappiamo quanti preti ha rovinato. Sono diventato il tormento di Bergoglio.  Caro Cardinale Bergoglio, non mi fermo. Siamo in guerra, non mi fletterò nemmeno un istante”. Don Minutella ha spiegato i motivi per cui  non ricorrerà contro quella decisione: “Non cadrò nella trappola. Ricorrere avverso a quella decisione significherebbe legittimare il papato di Francesco”.

 

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