Continua a tenere banco a Palermo il caso dell’emergenza salme al cimitero dei rotoli di Palermo. Il camposanto riapre i cancelli dopo la chiusura imposta dall’ordinanza del sindaco in occasione delle festività pasquali ma la situazione tra depositi e gazebo è sempre più esplosiva. I morti, nonostante, le rassicurazioni gli interventi tampone, continuano ad accumularsi. Oltre 800 solo le bare che giacciono in attesa di una degna sepoltura.  Il sopralluogo del consigliere comunale della Lega, Igor Gelarda, dei giorni scorsi ha riaperto le polemiche sul cimitero. Il leghista ha voluto proporre una video inchiesta, raccontando tutte le vicissitudini del cimitero che hanno portato a oggi a una vera e propria emergenza che non sembra avere fine.

Speranze da Costumati

Il neo assessore Toni Costumati che ha assunto le deleghe al Patrimonio, Verde e Reset fa parte della task force dedicata all’emergenza cimiteri in una recente intervista ha riaperto le speranze sulla difficile situazione del camposanto. “Sulla base degli incontri a cui ho avuto modo di partecipare – ha detto Costumati in una intervista al Quotidiano di Sicilia – sono stati posti in essere tutti una serie di atti e d’iniziative che potrebbero nel giro di un mese e mezzo circa svuotare se non del tutto ma quasi l’attuale deposito”. Il neo assessore palermitano, intanto, ha annunciato piccoli interventi tampone. “In previsione vi sono degli interventi strutturali che possano garantire per un po’ di anni una gestione più tranquilla e senza emergenza, in attesa che venga finalmente realizzato il nuovo cimitero, perché solo così sarà definitivamente risolto il problema”.

Problemi per i crolli

A fine marzo è arrivata un’altra tegola sulla gestione del cimitero dei Rotoli. L’amministrazione comunale ha dovuto dichiarare inagibile ai visitatori una vasta porzione di terreno che ospita centinaia di sepolture, tra cui cappelle gentilizie. Transenne e avvisi impedivano a chiunque l’accesso, tranne ai seppellitori.  Poi l’ingresso non era consentito nemmeno agli addetti ai lavori. Costringendo da inizio marzo anche le famiglie proprietarie di tombe gentilizie a rinunciare a offrire una degna sepoltura ai propri cari. Poi il “cambio programma pubblicato sul sito istituzionale. L’accesso nell’area “off limits” è stata di nuovo possibile per garantire le tumulazioni.

Forno crematorio fermo

Intanto appaiono  lunghi i tempi per la riparazione del forno crematorio fermo dal 15 aprile dello scorso anno a causa della mancanza di fondi nelle casse comunali. Stessa sorte per la realizzazione di un secondo impianto, accanto a quello preesistente, per la mancanza di collegamento con la rete fognaria.