16 morti in soli cinque mesi e 4mila infortuni denunciati: sono questi i numeri che rappresentano l’emergenza della sicurezza sul lavoro in Sicilia. A due anni dalla tragica vicenda di Casteldaccia nella quale 5 operai persero la vita per intossicazione da idrogeno solforato mentre lavoravano in un impianto fognario dell’Amap e a due settimane dall’ennesima tragedia avvenuta invece in pieno centro a Palermo con due vittime dovute al crollo di una gru,  il sindacato presenterà domani, 5 maggio, la propria piattaforma di richieste concrete. L’obiettivo è “zero morti sul lavoro”, contestando l’idea che questi incidenti siano dovuti alla fatalità. 

Il sindacato denuncia che questi numeri “sono la lampante dimostrazione che il tema della sicurezza sul lavoro non è ancora affrontato adeguatamente con una efficace prevenzione”.

Per questo motivo, la Cgil Sicilia tornerà a trattare l’argomento all’auditorium comunale di Casteldaccia. Il luogo non è casuale: è proprio dove avvenne una delle tragedie sul lavoro più gravi degli ultimi anni. L’incontro avrà inizio con i saluti del sindaco, Giovanni di Giacinto, seguiti dalla presentazione della piattaforma di richieste che il sindacato rivolgerà al governo regionale, agli organi competenti e al sistema delle imprese. 

Sarà, inoltre, un’occasione di dibattito che vedrà la partecipazione di Chiara Gribaudo, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Ettore Foti, dirigente generale del dipartimento lavoro, e Giorgio Soluri, dirigente generale Inail Sicilia. 

Il confronto sarà coordinato da Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia; la relazione introduttiva sarà di Francesco Lucchesi, segretario confederale Cgil Sicilia, mentre le conclusioni saranno affidate a Francesca Re David, segretaria confederale Cgil nazionale.