“L’ennesimo assalto registrato nella notte a Lentini conferma una situazione ormai fuori controllo nel Siracusano. Una forte esplosione, avvenuta intorno alle due, ha devastato lo sportello Atm della Banca Agricola Popolare di Sicilia in via Vittorio Emanuele, danneggiando anche diverse automobili parcheggiate nelle vicinanze e svegliando l’intero quartiere. Siamo davanti a un fenomeno che non è più episodico: è una emergenza di sicurezza pubblica”. Lo dichiara Gabriele Urzì, dirigente nazionale Fabi e responsabile Salute e Sicurezza Fabi Palermo, che da anni segue il tema degli assalti agli sportelli automatici e dei rischi correlati all’uso di esplosivi ad alto potenziale.
Quattro assalti in un mese: rischio altissimo per cittadini e lavoratori
“Nel solo ultimo mese — sottolinea Urzì — quattro esplosioni hanno colpito sportelli bancomat nella provincia di Siracusa. Non parliamo di furti: parliamo di ordigni rudimentali piazzati nel cuore della notte, in zone abitate, con una violenza tale da mettere a rischio la vita dei residenti, dei passanti e dei lavoratori delle filiali. Ogni esplosione è una minaccia diretta alla comunità. La desertificazione bancaria che sta colpendo molti territori della Sicilia — aggiunge — aumenta la vulnerabilità: meno presidi, meno presenza fisica, più facilità di azione per bande specializzate che operano con modalità paramilitari.”
Serve un piano straordinario di sicurezza: non possiamo aspettare il prossimo boato
Urzì richiama le misure che il Sindacato propone da tempo, spiegando come la prevenzione debba diventare una strategia strutturale e non un insieme di interventi episodici. “La sicurezza degli Atm – continua il Sindacalista – passa innanzitutto da sportelli più resistenti, progettati per contrastare l’effetto degli esplosivi e dotati di sistemi che neutralizzano il denaro in caso di attacco. A questo si deve affiancare una videosorveglianza realmente avanzata, con telecamere ad alta definizione, lettura targhe e collegamenti diretti alle centrali operative, insieme a sensori capaci di rilevare vibrazioni, calore e sostanze esplosive, così da attivare allarmi immediati”.
“Fondamentale anche l’illuminazione delle aree circostanti: niente zone d’ombra, niente vie di fuga agevolate. Nelle fasce orarie più critiche servono presidi mobili e pattugliamenti mirati, soprattutto nelle province dove gli assalti sono ormai una sequenza continua”. Urzì ribadisce inoltre l’importanza dei caricamenti variabili degli Atm, per ridurre l’interesse delle bande, e del mantenimento dei presidi bancari nei territori più esposti: quando una banca arretra, il territorio diventa immediatamente più vulnerabile.
“A tutto questo deve aggiungersi un coordinamento stabile con Prefetture e Forze dell’Ordine, attraverso tavoli permanenti dedicati alla sicurezza degli sportelli automatici, e un coinvolgimento diretto dei Comuni, chiamati a intervenire su viabilità, illuminazione e controllo del territorio. Infine, campagne informative rivolte a residenti e commercianti possono aumentare la capacità di segnalazione tempestiva, riducendo i tempi di intervento. Se non si interviene subito — avverte Urzì — la domanda non è se succederà qualcosa di grave, ma quando. Con esplosivi di questa potenza, piazzati in zone abitate, il rischio che ci scappi il morto è concreto. E questo non possiamo permetterlo.»






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