Arrivano nuovi fondi dal Ministero per contrastare il dissesto idrogeologico in Sicilia sulla base della richiesta avanzata dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente che ha documentato le esigenze.
I fondi stanziati dal Mase
Si tratta di quasi 18 milioni di euro stanziati dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica per finanziare interventi di contrasto al dissesto idrogeologico in Sicilia in base a documenti presentati dall’assessorato al Territorio.
“Si tratta di risorse fondamentali – dice l’assessore Giusi Savarino – che abbiamo ottenuto con una attenta programmazione, sia a livello regionale sia da parte del governo nazionale. I lavori che porteremo avanti si inseriscono in un più ampio quadro di rafforzamento delle politiche per la sicurezza del territorio, una nostra priorità strategica”.
Ecco quali interventi saranno finanziati e dove
Sono in tutto dieci i comuni che otterranno i fiondi per gli interventi. A far la parte del leone è la provincia di Messina seguita da quella di Agrigento. Gli interventi che saranno finanziati riguardano, infatti, diversi comuni siciliani: Naso, Piraino, Savoca e Scaletta Zanclea nel Messinese; Burgio, Favara, Porto Empedocle e Racalmuto nell’Agrigentino; Alimena nel Palermitano e Acireale nel Catanese.
“Si tratta di opere e progetti coerenti con i parametri di riferimento – prosegue Savarino – e che i territori attendevano da tempo. Metteremo in sicurezza i centri abitati, i costoni rocciosi, i versanti e le aree particolarmente esposte al rischio di frane e alluvioni. La programmazione nasce da un lavoro rigoroso e puntiglioso che ci ha permesso, come assessorato, di individuare i progetti inseriti nella piattaforma Rendis (Repertorio nazionale del dissesto) che rispettassero i requisiti richiesti. Questo è un passo concreto verso la tutela del territorio e la prevenzione dei rischi legati ai cambiamenti climatici. Adesso, continueremo a lavorare per permettere l’avvio celere dei cantieri e il completamento dei lavori in tempi rapidi, a totale beneficio delle comunità coinvolte”.






Commenta con Facebook