Palermo

Fondi Ue, la Sicilia ha speso tutto, cresce il settore dei lavori pubblici

Capodanno tempo di bilanci e la Sicilia, anzi il governatore, Musumeci, gongola per la spesa comunitaria nel 2020. Per il terzo anno consecutivo il governo della Regione Siciliana ha raggiunto gli obiettivi di spesa fissati da Bruxelles nella gestione dei Fondi europei per il 2020. Nei quattro programmi operativi di competenza (Fesr, Fse, Psr e Feamp), gli uffici della Regione Siciliana, infatti, hanno certificato la spesa complessiva di 745 milioni di euro.

Un dtoin controtendenza rispetto agli allarmi delle ultime settimane“L’ennesima sfida – sottolinea il presidente Nello Musumeci – vinta dal mio governo, che ha evitato la restituzione al mittente di anche solo un euro. Dall’inizio di questa legislatura, il totale delle risorse utilizzate nell’Isola supera due miliardi e 950 milioni di euro: interventi per infrastrutture, aiuti alle imprese, politiche sociali, formazione, lavoro, agricoltura, pesca, ambiente a sostegno di decine di migliaia di imprese siciliane e cittadini, in tutti i settori economici. Finanziamenti che servono ad accelerare la crescita della nostra terra e creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo sostenibile. Si tratta del risultato di un gioco di squadra tra il governo regionale e quella parte buona della burocrazia che condivide lo sforzo e la scommessa. Voglio ringraziare gli assessori, gli uffici regionali e l’assistenza tecnica per l’impegno e la passione. Andiamo avanti!”.

E fra i bilanci c’è anche quello della spesa in opere pubbliche “L’analisi diramata nei giorni scorsi dall’Ance Sicilia offre a tutti noi la conferma che siamo sulla strada giusta. Il sistema dei Lavori pubblici della Sicilia vede finalmente tutti gli indicatori in positivo, dopo ben tredici anni di crisi. Il mio governo ha fatto ripartire le commesse pubbliche, consapevole di come l’Isola abbia bisogno di infrastrutture, cantieri e lavoro per rialzare la testa. Accogliamo positivamente lo spunto dei costruttori e li ringraziamo, con l’impegno a proseguire sulla strada del rilancio infrastrutturale della nostra terra e, soprattutto, a lavorare affinché la Sicilia, governo nazionale permettendo, rivesta l’auspicato ruolo baricentrico nei Piani nazionali ed europei per la ripresa post-pandemia” dice ancora il presidente della Regione Nello Musumeci, commentando i dati dell’Osservatorio delle costruzioni di Ance Sicilia secondo cui, nei primi otto mesi del 2020, si è registrato un aumento del 26,36 per cento e del +16,49 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019 per quanto riguarda le opere poste in gara e il valore complessivo delle stesse, di oltre un miliardo e 95 milioni di euro.

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“A fine anno – aggiunge l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone – la crescita degli appalti ha raggiunto la cifra tonda del 30 per cento in più rispetto al 2019, grazie alle aggiudicazioni dei Liberi consorzi di Enna e Trapani e a 106 il numero totale di gare bandita dagli Urega nel 2020. Migliorando, dunque, quello che era già il miglior risultato dell’ultimo decennio. Il governo Musumeci ha sostenuto con risorse, efficienza e progettualità il sistema dei Lavori pubblici in Sicilia, i numeri iniziano a darci ragione”.

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