Corruzione, peculato e truffa. Sono le accuse dalle quale deve difendersi, da oggi davanti al tribunale, il Presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. Comincia, infatti, il processo per i contributi alla Fondazione Belisario ed agli eventi di Natale 2023 e 2024 gestiti da Marcella Cannariato in cambio dei quali Galvagno avrebbe ottenuto, secondo l’accusa, un incarico di consulenza per la cugina Martina e la sua portavoce, Sabrina De Capitani, la nomina del compagno Franco Ricci nel Consiglio di Amministrazione della Sicily By Car.

Gli altri imputati

Per queste accuse a giudizio, in altro filone processuale, ci sono proprio l’ex Portavoce di Galvagno, Sabrina De Capitani, il manager Alessandro Alessi e Marianna Amato oltre all’imprenditrice Marcella Cannariato. Quest’ultima, nei giorni scorsi, è già stata condannata a 2 anni e mezzo per corruzione con il rito abbreviato in un processo gemello, quello per i contributi dell’assessorato al turismo. In quella udienza è scattato anche il rinvio a giudizio dell’assessore regionale Elvira Amata, altro esponente di Fratelli d’Italia.

Il filone del peculato

Gli episodi di presunta corruzione, dei quali è accusata soprattutto la de Capitani, sono stati derubricati ad un solo nei confronti Galvagno che deve, però, rispondere di peculato per l’uso dell’auto blu.

In questo caso sono ben 60 gli episodi contestati di impiego della vettura non per cause di servizio. Con Galvagno, in questo filone, è imputato anche l’autista Roberto Marino che deve rispondere anche di truffa per aver incassato 19mila euro di missioni controfirmate da Galvagno ma irregolari secondo la procura.

Per il peculato la difesa si basa sulla definizione dell’auto blu del Presidente. Per la procura si tratta di auto di servizio mentre per la difesa di auto di rappresentanza e questo renderebbe legittimo l’uso considerato improprio dall’accusa.

La Costituzione delle parti

Oggi tocca alla costituzione delle parti in giudizio e fra queste  anche l’Assemblea regionale siciliana che si costituisce parte civile contro il suo presidente. Richiesta di costituzione anche da parte della Regione siciliana. Il processo a Galvagno ha saltato la fase preliminare davanti al gip perché lui stesso ha chiesto il rito diretto insieme all’ex autista mentre per De Capitani e gli altri imputati dovrà tenersi, in settimana, proprio l’udienza preliminare