A Palermo, lo sappiamo bene, ci sono centinaia di parcheggiatori abusivi. La maggior parte di loro sono invisi ai cittadini. Considerati dai più una sorta di estorsori, prepotenti che pretendono il denaro altrui. Chiedono i soldi ‘per il caffè’, e alcuni sono arrivati ad aggredire gli automobilisti che si rifiutavano di pagarli.

Ma le persone, per fortuna, così come i parcheggiatori, non sono tutte uguali. Tanti svolgono il lavoro che non avevano e hanno dovuto inventarsi con grande dignità e gentilezza. Ti aiutano a fare manovra, scelgono per la tua auto il posto migliore, e quando la vettura è ferma, chiudono gli specchietti laterali per evitare che vengano danneggiati e ti aprono lo sportello per aiutarti a scendere.

Abituati come purtroppo ormai siamo ad una società irrispettosa e rabbiosa, questi gesti gentili non possono che essere apprezzati.

C’è gente che incontri ogni giorno, e per un qualche motivo ti entra nel cuore.
E’ la storia che vi raccontiamo del parcheggiatore Tommaso e del suo cliente Giuseppe.

Stamattina, sulla saracinesca di un negozio di piazza Castelnuovo, Giuseppe ha lasciato un avviso pubblico per chiedere di aiutare il suo amico Tommaso, che lavora dove passa tutta la Palermo bene, ma lui probabilmente bene non se la passa.

Questa la lettera affissa da Giuseppe:

“Ciao, sono un motociclista come te. Ho la fortuna come te di avere un lavoro. Parcheggio la mia moto qui dal lontano 2001. Da quella data ho avuto il piacere di conoscere lo zio Tommaso. Una persona onesta, perbene, grande lavoratore.
Tommaso è sempre qui: estate, inverno, caldo, freddo, pioggia, e vento, ce lo troviamo sempre a disposizione per aiutarci a parcheggiare, per guardare le nostre moto durante la nostra assenza.
Tommaso non è fortunato come noi. Alla fine del mese non percepisce come noi uno stipendio. Però Tommaso a noi non ha mai chiesto nulla. Un signore d’altri tempi.
Adesso Tommaso si trova in difficoltà per sé e la moglie che lo aspetta a casa.
Ti chiedo, anche se non ci conosciamo ma abbiamo in comune questo parcheggio, di lasciare alla fine della giornata 50 cent per questo grande uomo e nostro comune amico.
A noi non sposta nulla nella nostra economia familiare.
A Tommaso questa piccola moneta consentirebbe di mangiare a pranzo e a cena con la moglie Gaetana.
Grazie perché so che lo farai”.

Noi non sappiamo chi sia Tommaso e quali siano le sue reali condizioni. Le vite di Tommaso e Giuseppe sono certamente molto diverse tra loro. Forse il secondo ha dovuto raccogliere lo sfogo amaro del primo. Forse sa più di quanto non voglia o possa dire. A Tommaso non possiamo fare altro che augurare buona fortuna, e fare un plauso a chi ha avuto il coraggio di chiedere al posto di chi forse nella vita non ha mai chiesto niente a nessuno.

 

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