In occasione della Giornata della memoria, il 26 gennaio 2020, si potrà percorrere una parte della città in cui alcune tracce di questo periodo terribile ancora sono visibili.
Una storia complessa e ricca di riflessioni, condotta dallo storico Wil Rothier insieme agli operatori culturali di Terradamare, in alcuni luoghi simbolo non solo della bellezza della città, ma anche della trasformazione che Palermo mostra tra le sue vie, tra le persone che la animano quotidianamente e gli spazi, luoghi di cultura e rigenerazione.

Il percorso inizierà da Porta Felice e proseguirà lungo Corso Vittorio Emanuele, via Calderai (antico quartiere ebraico), Piazza Pretoria, per terminare al rifugio antiaereo Biblioteca regionale Alberto Bombace

Il primo sito monumentale che si visiterà sarà una delle porte più belle della città, Porta Felice. Tra il mare e la città, nel 1581 il viceré Marcantonio Colonna pose la prima pietra per la costruzione di una Porta, a cui diede il nome della moglie donna Felice. Parteciparono alla costruzione, completata nel 1637, artisti quali Mariano Smiriglio, Pietro Novelli e Vincenzo Tedeschi.

I bombardamenti bellici distrussero la parte destra della porta, fedelmente ricostruita. Un meraviglioso panorama tra il cielo ed il mare, orgoglio della palermo dei secoli scorsi, tra mirabili brani architettonici, la terrazza di Porta Felice diventa lo scenario ideale per rivivere i fasti della città.

Oggi, al suo interno, vi sono gli uffici del Nucleo tutela del patrimonio artistico della polizia municipale di Palermo.
Lungo il percorso, tappa all’antico quartiere ebraico, la cui popolazione è presente in Sicilia dal 1492. Il percorso comprenderà alcune tappe dove le tracce di una popolazione ricca di usanze e cultura è nascosta tra le vie della città crocevia di popolazioni e commerci.

Si continuerà percorrendo il Cassaro e soffermandoci su ulteriori elementi architettonici che sono stai coinvolti in questo terribile brano della storia.
Il nostro percorso terminerà all’interno del rifugio antiaereo della Biblioteca regionale Alberto Bombace, scrigno di testi, ma anche luogo aperto alla riscoperta costante della storia della città, rendendo fruibile, in questa occasione quel luogo che permise di mettere al sicuro i ragazzi del Liceo Vittorio Emanuele e gli abitanti dei quartieri limitrofi.
Foto di Vincenzo Russo.