E’ attesa grande partecipazione al corteo dei precari di questa mattina a Palermo. Oltre allo sciopero dei dipendenti delle ex province e di tutti i precari degli enti locali che si asterranno da lavoro e scenderanno in piazza provenienti da tutta la sicilia affiancati dai sindaci con i gonfaloni,  la Cub pi e Alba proclamano per lo stesso giorno lo sciopero regionale siciliano dei lavoratori del pubblico impiego.

La manifestazione ha come punto di concentramento piazza Marina, alle 9,30, dalla quale partirà il corteo diretto a piazza Indipendenza, davanti a Palazzo d’Orleans, sede della presidenza della Regione siciliana.

Oltre ai tantissimi lavoratori direttamente interessati, quelli in organico e precari, hanno dato la loro adesione l’Anci Sicilia e tutte le organizzazioni sindacali confederali e autonome, oltre all’Associazione nazionale discontinui dei vigili del fuoco, che partiranno alle 8,30 dal comando provinciale.

Approfittando del ddl Rifinanziamento di leggi di spesa in agricoltura (n.1189/A) il governo regionale si appresta a modificare il comma 2 dell’art.27 della Legge di Stabilità regionale 2016. Ovvero sposta dal 30 giugno al 30 settembre l’obbligo per i comuni di avviare il piano di stabilizzazione.

Solo rinviato, dunque, il problema di bilancio che viene a creare per i Comuni ma rinviata anche la soluzione della vicenda lavorativa dei precari degli enti Locali siciliani. Ma contestualmente si pensa ad una agenzia unica dove farli confluire e dalla quale, poi, gli enti Locali possano prelevare i lavoratori che man mano servono. potrebbe trattarsi de ‘carrozzone’ Resais già esistente e usato per queste operazioni in passato alla regione ma con dipendenti regionali ‘puri’

Una idea che, però, non convince gli autonomi. La Cub ritiene che “l’Agenzia non sia una soluzione adeguata né per il futuro lavorativo dei dipendenti precari, né per la garanzia alla cittadinanza dei servizi pubblici”. E propone “l’assunzione in pianta organica dei 14.000 precari part-time e la riapertura dei concorsi per la copertura degli ulteriori vuoti in organico al fine di venire incontro alle esigenze delle nuove generazioni del cui destino sembra non si stia occupando quasi nessuno”.