Si chiama “Indipendenza” l’ultimo saggio di Luigi Sturniolo che sarà presentato domani 28 novembre alle ore 17 nei locali di Palazzo delle Aquile (aula Rostagno).

Al dibattito interverranno l’autore e Gabriella Palermo, dottoranda in Scienze della cultura (Università di Palermo). Il libro, edito da Nulla Die, è un tentativo di indicare nuovi orizzonti che superino le logiche della politica odierna che ha prodotto storture e aberrazioni.

“Nominare è atto politico – recita la quarta di copertina del saggio-. Ogni idea di trasformazione sociale crea le proprie parole. Intorno alle parole fondamentali si costruisce un pensiero. Le azioni si collocano dentro un orizzonte di senso e questo è descritto attraverso un lessico che le racconta.

Il conflitto, modalità ineludibile attraverso la quale si afferma un mondo che emerge oltre l’esistente, si inscrive in un corso politico nuovo a partire da parole nuove.” E indipendenza è parola nuova. Nuova e diversa da autonomia. Indipendenza è emancipazione dalla politica, quando questa è il mercato dei partiti, la corsa dei politici (al Sud veri e propri ascari) ad affermarsi per esistere dentro quel mondo separato nel quale tutti dicono la stessa cosa, ma nonostante questo urlano, confliggono senza esclusione di colpi, si minacciano reciprocamente.

Indipendenza è parola nuova perché tutto intorno si parlano politiche subalterne a dettati economici, norme, narrazioni che insistono sui territori e li irretiscono in una rete di obblighi che li imprigionano. I territori sono dipendenti fintanto che non decidono, volontariamente, di non esserlo più, finché non inventano le parole e le istituzioni per non esserlo più. L’indipendentismo che viene è il luogo del conflitto e della politica.