C’è un filone dell’inchiesta che porta dritti all’aeroporto di Palermo. L’indagine su appalti e concorsi pilotati che ha coinvolto la Dc di Totò Cuffaro rischia di bloccare l’aggiudicazione della gara di 9 milioni di euro per l’affidamento quadriennale del servizio di pulizia all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo.

Dalle intercettazioni sul bando all’Asp di Siracusa per i servizi di ausiliariato, è emerso l’interesse anche per il bando di gara di Palermo da parte di Marco Dammone e Mauro Marchese, i due rappresentanti in Sicilia del colosso delle pulizie Dussmann.

Per entrambi, che non hanno più alcun rapporto con la multinazionale tedesca, pende la richiesta di arresto della procura di Palermo. “Ribadiamo la nostra assoluta estraneità a qualsiasi condotta illecita – fanno sapere da Dussmann – tant’è che non è mai stato notificato alcun atto inerente le indagini in corso”.

Proprio per il loro coinvolgimento nell’indagine nei giorni scorsi sono arrivate, come scrive l’edizione palermitana di Repubblica, alla Gesap una diffida ufficiale e una lettera da parte di due concorrenti che hanno partecipato al bando di Palermo e che nella graduatoria provvisoria si sono classificati dietro alla multinazionale tedesca, al momento al primo posto.

Le diffide delle aziende escluse

Nella diffida l’avvocato della CM Service chiede alla Gesap di annullare in autotutela “le operazioni di gara e/o l’intera procedura stessa”. Questo perché “è emerso che le intercettazioni disposte dagli inquirenti hanno accertato un interessamento diretto degli indagati per la gara in oggetto. Si tratta di possibili accordi corruttivi volti all’aggiudicazione dell’appalto stesso ad un operatore economico. Ciò che più rileva è che detto operatore economico sia la società Dussmann, la quale, allo stato, risulta prima in graduatoria”.

Una seconda lettera è stata inviata dall’amministratore delegato della Consoli Spa, altra azienda in gara. Non ha il carattere della diffida ma elenca tutti gli articoli della normativa sugli appalti che escludono soggetti coinvolti in procedimenti giudiziari per corruzione e altri reati legati alla pubblica amministrazione.

Il cda di Gesap e le gare

Così, già la scorsa settimana, il consiglio di amministrazione di Gesap ha deciso di avviare accertamenti sulla gara bandita a gennaio per un importo a basa d’asta di 8,7 milioni più 174 mila per oneri di sicurezza. Ad oggi c’è una graduatoria provvisoria stilata dalla commissione esaminatrice che non ha ancora trasmesso il verbale finale al cda. Gli uffici hanno avviato un’istruttoria che finirà sul tavolo del cda convocato per oggi alle 11. Tra i punti all’ordine del giorno c’è proprio la gara nel mirino. Il consiglio di amministrazione prevede di trattare «l’aggiornamento e i provvedimenti consequenziali» sull’affidamento quadriennale. Da quanto filtra, c’è il concreto rischio di una sospensione dell’aggiudicazione, anche alla luce delle contestazioni arrivate.

Le intercettazioni sulla gara

A collegare il bando di Gesap con l’inchiesta sono due intercettazioni: la prima fra Cuffaro e Marchese durante i loro contatti per la “gestione” della gara dell’Asp di Siracusa e la seconda fra Marchese e Dammone poco dopo la pubblicazione del bando. Nella prima Marchese rappresenta a Cuffaro l’interesse dell’azienda per la gara di Palermo. Cuffaro rassicura il proprio interlocutore sulla possibilità di interloquire direttamente con Vito Riggio, allora ad della Gesap: “Vabbè… quando sarà il momento se c’è ancora Vito Riggio ne parliamo con lui…”.

Nella seconda a fine novembre 2024, Dammone aggiorna Marchese sul bando di Palermo: “…forse… entro fine anno…” sarebbe uscita, la gara per le pulizie “…all’aeroporto di Palermo…ed è grosso come appalto…giriamo tra i quattro e cinque milioni all’anno… per quattro anni…”. Marchese invita il proprio collaboratore a “fare un passaggio con il nostro amico che diceva che lui l’aeroporto”. Per gli inquirenti l’amico è Cuffaro. Per Dammone però l’ex governatore non aveva più potere sullo scalo: “Io non credo sia… abbia oggi… ancora quel peso… prima fammi vedere cosa dicono…qual è l’ambiente là”.