Erano stati sottoposti ad indagini per intestazione fittizia di beni finalizzato ad eludere le misure di prevenzione patrimoniali. La posizione di due imprenditori di San Giuseppe Jato è stata archiviata dal gip di Palermo. I fatti risalgono al 2019 a seguito della sentenza di fallimento della società Cogesi con sede in San Giuseppe Jato che operava nel settore del ciclo integrato dei rifiuti.

Le indagini

Le indagini sono state condotte dai militari della guardia di finanza coordinati dalla procura su Stefano Lo Greco e Valentina Mangano responsabili della società dichiarata fallita, e nei confronti di altri soggetti, ritenuti a vario titolo responsabili di condotte finalizzate a sottrarre al disco è ai creditori profitti societari superiori al milione di euro. Nel corso dell’inchiesta erano stati sequestrati automezzi e beni mobili di valore ritenuti proventi di risorse sottratte alla massa fallimentare anche per eludere misure di prevenzione di natura patrimoniale.

La difesa

Lo Greco e Mangano hanno da sempre sostenuto la regolarità di degli acquisti producendo fatture e bonifici a comprova della movimentazione del denaro. Tra l’altro lo stesso tribunale per il riesame di Palermo, al quale si erano rivolti i due imprenditori difesi dagli avvocati Salvino e Giada Caputo, Francesca Fucaloro e Tommaso De Lisi aveva affermato che le condotte contestate dalla procura potevano integrare gli estremi di una intestazione fittizia di società, ma non vi erano gli elementi processuali per contestare il reato di riciclaggio e di violazione della normativa in tema di misure di prevenzione patrimoniale.

Infatti nessuna procedura era stata avviata dal tribunale per le misure di prevenzione nei confronti dei due imprenditori i quali con il supporto di una articolata consulenza fiscale redatta da un professionista avevano dimostrato la correttezza delle movimentazioni finanziarie. Da qui la richiesta di archiviazione formulata dalla procura e condivisa dal gip che ha emesso decreto di archiviazione con la motivazione che non avrebbero permesso la prosecuzione del procedimento in fase dibattimentale, anche alla luce delle attività difensive svolte.

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