Vanno a processo i 17 arrestati dell’operazione “Push Away” del 28 settembre scorso che ha sgominato la rete di spaccio di droga nel quartiere Borgo Vecchio, una delle piazze più floride di Palermo, in cui venivano utilizzati anche minorenni per la vendita dello stupefacente.

In sedici hanno chiesto e ottenuto il processo in abbreviato – per loro non sarà celebrata l’udienza preliminare – per un altro imputato, Giovanni Greco, che ha scelto il rito ordinario, il processo inizierà tra qualche mese. Gli arresti vennero eseguiti dal commissariato Centro e dalla Mobile.

Come si legge sul Giornale di Sicilia, a finire in manette furono due coppie che avrebbero gestito lo spaccio, cioè quella composta da Giuseppa Tantillo, sorella di Giuseppe, ex boss del Borgo e oggi pentito, ed Antonino Miceli, e quella fatta da Domenica Ragusa e Francesco Madonia. Tra gli imputati c’è anche la figlia della prima coppia, Sebastiana Miceli oltre a Marco Trapani, Giovanni Trapani, Maurizio Fecarotta, Davide Melignano, Domenico Lo Negro, Luigi Miceli, Giuseppe Mangano, Lucio Benfante, Guido Benfante, Gabriele Guardabasso e Giovanni Tarallo.

Giacomo Mangano, Marco Lipari, Francesco Nucatolo, Salvatore Ballo Salhi, Fabio Cicchinelli, Giovanni Tantillo, Giuseppina La Barbera e Giovanna Madonia sono invecee in attesa dell’avviso di conclusione delle indagini da Parte della Procura.

Al Borgo Vecchio a tenere in piedi il fiorente spaccio di droga erano le donne. Erano loro che gestivano insieme ai marito lo spaccio. Il grosso della droga era era gestito da due coppie, che non esitavano a coinvolgere i figli, alcuni anche minorenni.

Lo smercio per strada era garantito da un esercito di giovani pusher (alcuni minori anch’essi), assoldati a percentuale: il 20% sul venduto e qualche dose in regalo; chi pretendeva di più veniva licenziato.  Poi c’era il vertice, i grossi fornitori che con la manovalanza non avevano contatti diretti ma che garantivano l’approvvigionamento di grandi quantità di stupefacenti, attraverso i loro canali privilegiati. Era ben organizzato il “mercato parallelo” del Borgo Vecchio, quello – sempre florido – della droga.

La polizia ha indagato a lungo per riuscire a sgominare un’organizzazione criminale che trafficava soprattutto hashish e marijuana ma anche piccole quantità di cocaina. Diciotto furono le persone arrestate, otto finite in carcere e dieci ai domiciliari; per altri cinque indagati invece è scattata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse, a vario titolo,erano di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, produzione, traffico e detenzione di stupefacenti.