E’ la storia dello spaccio a Borgo Vecchio. Un racconto fitto di nomi e soldi. Tanti soldi che finivano nelle casse della famiglia.

Alla fine degli anni Novanta lo spaccio al Borgo Vecchio avrebbe fruttato qualcosa come venti o trenta milioni di lire al giorno e per poter smerciare la droga occorreva pagare il pizzo, duecentomila lire a sera, ai fratelli Davide e Paolo Romano, che sarebbero stati il punti di riferimento per il business, quando il mandamento era guidato di Tommaso lo Presti.

Davide Romano, proprio per le sue ambizioni nel settore, era stato peraltro eliminato nel 2011: il suo corpo nudo ed incaprettato fu ritrovato nel bagagliaio di una Fiat Uno in via Titone il 6 aprile. Ma non e tutto, perché nello spaccio al Borgo a quell’epoca sarebbe stato coinvolto anche “Gaspare Sanseverino cugino del pentito Gaspare Spatuzza”.

Ricostruisce un vecchio quadro, il pentito Francesco Chiarello (voce determinante nel processo ai presunti assassini dell’avvocato Enzo Fragalà), sentito nell’ambito dell’inchiesta “Push Away”, ma fornisce anche alcuni elementi importanti per gli inquirenti.

Il verbale del collaboratore risale al 3 agosto dell’anno scorso ed e agli atti dell’indagine della Dda che
sabato scorso ha portato allo smantellamento di una rete di pusher al Borgo, con diciotto arresti. Chiarello, oltre a fornire indicazioni ”storiche” ha riconosciuto in foto tre degli indagati: Maurizio Fecarotta, accusato di aver smerciato cocaina, nonché Marco e Giovanni Trapani.

“Nel 1998 e fino al 2001 – dice il pentito di Fecarotta – gestiva lo spaccio al Borgo Vecchio con Giuseppe Silvestri, cognato del Tantillo” e – “la sostanza era del tipo hashish”.

Secondo Chiarello, allora “il capo dell’associazione era Giannino Silvestri insieme al cognato Umberto La Piccolo Le quantità erano notevoli: si guadagnavano circa venti o trenta milioni al giorno. Quando comandava il mandamento Tommaso Lo Presti i suddetti erano riforniti da Davide e Paolo Romano”.

E aggiunge: “Fecarotta era il pupillo di Silvestri trattato meglio degli altri pusher. Lo stesso Fecarotta, a mio ricordo, ha spacciato almeno fino al 2001. Umberto Lo Piccolo ha spacciato fino al 2011. Anche Gaspare Sanseverino. cugino del pentito Spatuzza era uno dei fornitori dei predetti”. Inoltre “Silvestri pagava il pizzo ( a titolo di autorizzazione per l’attività di spaccio nel quartiere) ai fratelli Romano. L’obolo ammontava a duecentomila lire a sera”.

Chiarello accenna anche ad un altro degli indagati. Luigi Miceli tra “i soggetti da sempre dediti allo spaccio almeno fino al 2007, riforniti da me e dal capo Gaspare Parisi”. Il pentito ha riconosciuto anche i Trapani prima di tutto il padre dei due indagati. Vincenzo: “Anche lui trafficava in sigarette di i contrabbando nel 97/98 e poi i figli sono dedicati al traffico di stupefacenti. Luigi Abate, “Gino I Mitra” li aveva autorizzati poi spacciare pure cocaina. Da gennaio 2011 li ha autorizzati a rifornirsi di hashish e cocaina Gaspare Parisi con me”.