Carlo Ramo spiega la dura legge del marketing politico a Talk Sicilia.  Promette carriere strabilianti e successi assicurati. Ma senza un “prodotto” credibile nessuno, neanche il più cinico tra i competitor politici, può durare a lungo.  Nel 2022 si succederanno elezioni su elezioni. Dal rinnovo del Comune di Palermo alle elezioni regionali, con sullo sfondo la grande incognita di un possibile voto per le politiche nazionali.

Leader consumati e parvenu dell’ultim’ora confidano nella comunicazione come arma segreta per il successo. Ma la parola e le immagini da sole non bastano. Serve un prodotto coerente e credibile. Il politico e il suo programma. Per navigare nelle agitate acque della politica e nel labirinto dei suoi segreti, Talk Sicilia ha intervistato Carlo Ramo, esperto di comunicazione che di campagne politiche ne ha vissute parecchie. DI sé stesso dice, “ho deciso di fare comunicazione nella terra dell’omertà”.

La dura legge del marketing politico, “parlare chiaro”

Per Ramo esiste una sola regola aurea. Parlare chiaro. A Ramo abbiamo chiesto di commentare alcuni recentissimi episodi di cronaca politica e interpretarli dal profilo della comunicazione. Il primo caso in esame è il video messaggio inviato via social dal Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci all’indomani dello schiaffo istituzionale ricevuto in occasione della nomina all’Ars dei “grandi elettori” per l’elezione del Capo dello Stato.

Carlo Ramo “legge” il video messaggio di Musumeci

Musumeci era risultato soltanto il terzo degli eletti, giudicando quel voto un grave strappo istituzionale. “Musumeci ha deciso di fare un comunicato video rivolgendosi ai cittadini siciliani, per aprire con loro un dialogo diretto – sostiene Ramo – e lo ha fatto senza rivolgersi in alcun modo ai partiti”. Che senso dare a questa mossa? “Il messaggio aveva il tono del buon padre di famiglia, dell’uomo disposto a difendere la casa comune dalle aggressioni esterne, anche da quelle dei partiti. E’ come se Musumeci avesse voluto dire alla gente, io ci sono, gli altri sono gli orchi cattivi”.

Sul piano dei contenuti “comunicativi” il messaggio del presidente – secondo Ramo – è ben calibrato. “La gente comune non ha capito il senso di questo schiaffo istituzionale contro Musumeci”. “Se invece i deputati dissidenti avessero deciso di non scegliere Musumeci, si sarebbe consumato uno strappo istituzionale, ma avrebbe avuto senso e concretezza politica”. Così è stato soltanto uno sterile minuetto parlato in politichese. Quello che la gente odia di più.

La dura legge del marketing politico, Orlando e la fine del grande amore con Palermo

Nel 2022 si conclude anche l’era di Leoluca Orlando. Dal 1985 al 2022 , Sindacollando ha segnato la storia politica di Palermo, ricoprendo il ruolo di Sindaco per quasi venti anni.  A giudizio di Ramo, “Orlando è stato un maestro della comunicazione politica, almeno nei primi anni. E’ stato il primo a inventare una comunicazione nuova e lo ha fatto in anni in cui la comunicazione era elementare. Le ultime vicende, però, non lo vedono più nel cuore e nell’animo della città. Palermo per anni lo ha sostenuto con passione e convinzione. Adesso è finita così, anche a  causa dell’incapacità di Orlando nel mantenere un rapporto stretto con la città. E’ come se avesse deciso di non parlare più con nessuno. Ha scelto di smettere di comunicare. Le poche cose che ha detto erano messaggi ricolmi di imperativi categorici. Ma non è soltanto colpa di Orlando. Credo che la città lo abbia deluso”.