“Fare in fretta”. A dirlo è il governatore Musumeci parlando della realizzazione di diversi impianti di trattamento dei rifiuti. Sono numerosi i progetto ancora fermi per i quali il presidente chiede che si dia una decisa accelerata. Da Bellolampo ad Altofonte, a Bagheria per quanto riguarda la Sicilia occidentale. Dalla zona industriale di Catania a ai terreni dell’Irsap di Ragusa per la Sicilia orientale,  sono già in fase avanzata i progetti grazie ai quali la Regione vuole dare un deciso cambio di passo rispetto a quanto avvenuto fino a oggi.

L’obbiettivo numero uno per la giunta regionale è togliere il business dei rifiuti ai soliti noti che spesso entrano in combutta con la criminalità organizzata e nel corso degli anni hanno monopolizzato il settore dello smaltimento dei rifiuti che in Sicilia vale tra i 400 e i 600 milioni di euro all’anno. Se difficilmente i grandi colossi del settore si faranno scappare il grosso business, Musumeci vorrebbe quanto meno provare a calmierarlo realizzando impianti a gestione pubblica.  Per farlo ha individuato nella persona di Sebastiano Conti Nibali la figura chiave per arrivare allo scopo, nominandolo commissario per l’individuazione delle aree destinate a ospitare gli impianti.

Nibali, assieme al dirigente generale del dipartimento, Salvo Cocina, avrebbero già trovato alcuni impianti che consentirebbero al pubblico di accedere nella gestione degli impianti di biogas. Bellolampo, Bagheria, Partinico al confine con Balestrate, Altofonte, la zona industriale di Catania, dell’area Irsap di Ragusa, due terreni a Messina e Siracusa i possibili siti che ospiteranno gli impianti oltre a quelli già autorizzati a Sciacca, Vittoria, Casteltermini e Calatafimi- Segesta.

Oltre agli impianti di biogas a gestione pubblica sorgeranno anche altri impianti a gestione privata per i quali è già stata richiesta l’autorizzazione. Si tratta dell’impianto dell’Asja di Alcamo, di quello di A2a, che  ha presentato una richiesta per un impianto di compostaggio nella ex centrale elettrica di San Filippo del Mela e di quello di Enel alla Snam.