Arte a sfondo sociale per un gruppo di studenti e docenti del Conservatorio che, guidato dal direttore Gregorio Bertolino, vola a Stoccolma per un progetto di formazione e ricerca sui temi del recupero di identità e legalità nelle realtà più fragili e disgregate.

Il programma finanziato dal MIUR si avvale della collaborazione di “The Great Learning Orchestra” di Stoccolma, una delle più importanti realtà musicali a livello internazionale in ambito contemporaneo, e della partecipazione della Konstfack University di Stoccolma che ospiterà le attività formative e i workshop.

Il progetto si basa sulla formazione in “Community Art” ovvero “arte sociale” che abbraccia anche la musica con finalità di recupero e riscatto culturale di luoghi e realtà urbane socialmente fragili. La terza fase del workshop avrà luogo a Palermo.

“Il Conservatorio  – il direttore Bertolino – è partner di un più ampio progetto che vede associazioni del territorio come Magazzini Brancaccio, il centro Padre Nostro, il liceo Danilo Dolci, tra le altre, dialogare con intellettuali e artisti internazionali come i musicisti Tony Harris, Barry Russel e Robin McGinley per la creazione di una forma d’arte collettiva e partecipatoria all’interno di realtà ferite come quella di Brancaccio che attraverso questi percorsi artistici recuperano legalità e identità”.