“Ieri (sabato ndr) ho appreso attraverso la stampa che non dirigerò più il museo Salinas. Poco più di un anno fa Sebastiano Tusa, in mia presenza, aveva chiesto ai suoi collaboratori di accelerare l’iter amministrativo per il finanziamento del completamento dell’esposizione del Salinas perché potessimo esserci lui e io a godere della riapertura di quella che, a vario titolo e per motivi diversi, era stata per noi una casa. Un tragico destino da un lato e una volontà politica dall’altro, hanno reso irrealizzabile questo sincero e disinteressato desiderio”.

A parlare, anzi a scrivere, è Francesca Spatafora ormai ex direttore del Museo Salinas di Palermo. Un lavoro egregio il suo nell’ultimo periodo, un lavoro riconosciuto da tutti. E’ lei su Facebook a dire quello che in tantissimi hanno detto in questo fine settimane nelle segrete stanze o sottovoce. La rotazione dei direttori dei musei siciliani decisa dal governo insieme alle nuove nomine dei direttori dei parchi archeologici senza un interpello, senza che i contratti fossero scaduti, senza mai parlarne con i diretti interessati, è apparso un atto di inutile autoritarismo a prescindere dai dubbi di legittimità.

E proprio la Spatafora, lancia indirettamente un messaggio: è stata tradita la memoria di Sebastiano Tusa. Una frase che non pronuncia in senso letterale ma questa è l’interpretazione comune data al suo intervento. Un messaggio che risuona duro proprio oggi nel giorno della commemorazione di Tusa a tre mesi dal drammatico incidente aereo.

Proprio oggi, infatti, la Regione Siciliana ricorda l’assessore ai Beni culturali Sebastiano Tusa, a tre mesi dalla tragica scomparsa nell’incidente aereo in Etiopia. Alle 17, nella Cattedrale di Palermo, si terrà una messa di suffragio, celebrata dall’arcivescovo Corrado Lorefice. A seguire, nel Palazzo d’Orleans, sono previsti gli interventi commemorativi del governatore Nello Musumeci, del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, del rettore dell’Università Fabrizio Micari, dello scrittore Valerio Massimo Manfredi e della giornalista Donatella Bianchi. Per l’occasione, il presidente Musumeci ha disposto che, per tutto il giorno, le bandiere collocate negli uffici centrali e periferici della Regione siano a mezz’asta, in segno di lutto.

Ma il ricordo sembra già sporcato dalle polemiche. “Oltre che la sostanza è la forma che è venuta a mancare – scrive ancora la Spatafora rispondendo ad un messaggio del Vice Presidente Armao nel quale le si riconosceva l’ottimo lavoro fatto – Sinceramente la trovo quantomeno irrispettosa”.

sul profilo della Spatafora da ieri sera compaiono posto di solidarietà e richieste indirette al governo della Regione di non spostare la direttrice del Museo e lasciarle continuare il lavoro al Salinas come anche Tusa avrebbe voluto.

La protesta garbata della Spatafora sui social e la mobilitazione per il Salinas è solo la punta di un iceberg che naviga sotto il livello del mare. La rotazione annunciata alla stampa sabato con tanto di dettagli non è piaciuta quasi a nessuno ad eccezione di chi l’ha inspirata e si dice che dietro questa scelta e questa nuova politica dei beni Culturali ci sia già il neo assessore incaricato quella Sovrintendente ai beni Culturali a Siracusa che potrebbe essere assessore ai beni Culturali a giorni. Per lei sarebbe già stato preparato il terreno con questa rotazione che sarebbe solo l’inizio del nuovo corso

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