È un appuntamento da non perdere, dedicato in particolare agli appassionati della musica barocca, un’importante occasione d’ascolto del vasto e ricco repertorio della biblioteca del Conservatorio di Palermo.

Per la Stagione concertistica 2018, mercoledì prossimo alle 21, all’Oratorio di Santa Cita, saranno eseguite le Cantate da camera di due grandi autori siciliani: Alessandro Scarlatti (1660 – 1725) e di Emanuele Rincon d’Astorga (1680 -1757). Da segnalare anche gli interpreti Luca Dordolo, tenore, Andrea Fossà, violoncello barocco, Basilio Timpanaro, clavicembalo, tutti docenti al Conservatorio di Palermo rispettivamente di Canto Barocco, Clavicembalo e Musica d’Insieme per strumenti antichi. Ciascuno di loro vanta un prestigioso curriculum ricco di concerti, registrazioni discografiche, rappresentazioni di opere e collaborazioni con ensemble di caratura internazionale nell’ambito della musica antica.

“La cantata da camera praticamente morrebbe con lui se l’avventuroso Astorga non continuasse a correr l’Europa tenendo in vita, lui aristocratico, la più aristocratica delle forme d’arte di quel tempo”.  Cosi Roberto Pagano, nella sua fondamentale biografia di Alessandro Scarlatti (ERI 1972), si esprime a proposito di Emanuele Rincon, barone d’Astorga, aggiungendo: «[…] è sin troppo facile vedere nelle geniali e ricercatissime cantate del barone siciliano la prova di suoi rapporti – diretti o mediati – con Alessandro. Geminiani e Hasse, che di Scarlatti furono effettivamente allievi, non scrissero musica altrettanto segnata dall’impronta inconfondibile dello stile di Alessandro; l’influenza che questi esercito su Astorga, invece, apparve chiarissima già ai pionieri della musicografia settecentesca e l’originale condotta armonica dei recitativi accomuna i due musicisti nel biasimo dei pedanti o nell’ elogio dei critici più illuminati”.

Le composizioni dei due autori costituiscono il nucleo fondamentale del “Fondo Pisani”, significativo corpus di cantate settecentesche, custodito presso la Biblioteca del Conservatorio di Palermo. 


Ingresso libero fino a esaurimento posti