In vista dell’approvazione del bilancio di previsione da parte dell’Assemblea regionale siciliana, Assoconfidi Sicilia – che riunisce il 95% dei confidi siciliani con 70 mila aziende socie e due miliardi di euro di finanziamenti – ha avuto diversi incontri con le istituzioni regionali e i gruppi parlamentari sullo stanziamento di risorse per il sostegno delle imprese siciliane.

“I primi riscontri avuti – spiega Assoconfidi – ipotizzavano voci di bilancio per gli aiuti sotto forma di contributi in conto interessi per le imprese (10 milioni nel 2019 e 10 nel 2020) e all’integrazione dei fondi rischi per i confidi (3 milioni per il 2019 e altrettanti per il 2020).

“I contributi in conto interessi – dice il presidente di Assoconfidi Sicilia, Rosario Carlino – sono stati pensati per ridurre il divario tra le imprese del Nord e del Sud proprio su una voce di costo, gli interessi appunto, per i quali le nostre aziende spendono molto di più. Dal 2012 non viene erogato questo contributo”.

“Sostenere direttamente i confidi attraverso l’integrazione dei loro fondi rischi – aggiunge la nota – significa mettere in sicurezza i loro patrimoni, consolidando il loro ruolo di intermediari tra il mondo bancario e quello imprenditoriale. Tuttavia, a fronte delle tante rassicurazioni dell’assessore per l’Economia, Gaetano Armao, Assoconfidi ha avuto modo di constatare che il testo varato in giunta non prevede nulla di quanto chiesto per le imprese siciliane socie dei confidi”.

“C’è un’emergenza credito in Sicilia – continua Carlino – per la quale avevamo chiesto al presidente della Regione l’istituzione di un tavolo tecnico. Riteniamo che occorra un impegno oculato dei fondi regionali ed europei, tanto più che in altre regioni italiane (si pensi a Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Basilicata, Puglia) gli stessi fondi del Po-Fesr 2014/20 sono stati riversati a favore delle imprese e dei confidi, favorendone fusioni e razionalizzazioni. Di tutto questo non c’è traccia in Sicilia. Si citi, a tal proposito, il recente avvio dell’operatività della Sezione speciale Sicilia del Fondo Centrale di Garanzia con uno stanziamento di ben 102 milioni di euro a valere proprio sul Po-Fesr Sicilia 2014/20, laddove le altre regioni vi hanno canalizzato non più di un terzo di quella cifra. In diretta concorrenza con i Confidi, il Fondo si occupa non solo di controgaranzie, ma anche di garanzie dirette: modificare la convenzione in atto con il Mise e con il Mef può ancora permettere, in corsa, di rimediare a una anomalia ingiustificata. Peraltro anche 43 milioni di euro della precedente programmazione hanno seguito il medesimo percorso. Così come nulla ancora è stato fatto da parte di Armao in merito alla convocazione della Conferenza Stato-Regioni per limitare l’intervento del Fondo centrale di garanzia (come già fatto in altre regioni) alle sole controgaranzie dei confidi per operazioni di finanziamento d’importo fino a 150 mila euro”.