Il Palermo Pride presenta “Le notti della Queerilla”, mostra fotografica degli scatti di Simona Mazzara e Fabrizio Milazzo curata da Letizia Battaglia e Roberto Timperi, allestita da giovedì 30 maggio al 30 giugno al Centro Internazionale di fotografia di Letizia Battaglia, ai Cantieri culturali alla Zisa si via Paolo Gili 4, a Palermo.
La mostra è a ingresso gratuito ed è patrocinata da I Candelai, Sicilia Queer Filmfest, Palermo Pride, Centro Internazionale di fotografia e Comune di Palermo.

Opening alle 18.30 con aperitivo: all’opening del 30 maggio intervengono i fotografi Letizia Battaglia e Roberto Timperi, il portavoce del Palermo Pride Luigi Carollo, il direttore artistico del Sicilia Queer Filmfest Andrea Inzerillo e in rappresentanza del Party Nudo Marco Agnello e i tre dj Cktc, Eva Ernst e Pop Up.

La mostra è una selezione di circa venti scatti con cui i due giovani fotografi di Palermo Simona Mazzara (1992) e Fabrizio Milazzo (1997) raccontano le serate del Party Nudo, rassegna di feste queer di Palermo e “Le notti della Queerilla” è un titolo chiave, poiché il gioco è sulla parola queer: termine inglese che significava “eccentrico” ma che ha subìto diversi cambiamenti e il cui uso è tuttora controverso. In italiano il termine queer nasce anche (e soprattutto) in contrapposizione agli stereotipi.

“Party Nudo è uno spazio di libertà – sottolinea Luigi Carollo, portavoce del Palermo Pride – è un luogo di contaminazione tra differenze che diventano comunità, anche inconsapevolmente. È un tempo nel quale il queer riesce a fare egemonia perfino quando non è maggioranza. E si balla anche, ovviamente. Si balla celebrando il club come luogo di produzione di pratiche culturali. Insomma Party Nudo somiglia molto al Palermo Pride: ed una mostra di foto dei corpi di Party Nudo diventa quindi la mostra di una parte del grandissimo mondo del Pride. Nel chiuso di una discoteca si, ma con la stessa rivendicazione di libertà dagli stereotipi e dalle convenzioni. Con un po’ di me ne fotto in più. Che a noi piace”.

Party Nudo ospita tutte le sessualità articolate, i voli erotici, i volti contratti, le androginie, le metamorfosi, le letture destabilizzanti, le visioni oniriche, gli istinti taciuti, in una comunità di corpi che ballano, sudano, baciano, toccano.
Il party è stato documentato da Simona Mazzara e Fabrizio Milazzo, due fotografi che propongono un reportage, un fotoracconto, seguendo un taglio personale che descrive l’estetica di Party Nudo.

Simona Mazzara pensa che documentare serva a non dimenticare. Nelle sue immagini il bianco e nero restituisce quell’amore e quella profonda sensualità che costituiscono la sua visione del party, ideologicamente e fattualmente il miglior luogo in cui poter essere veramente se stessi. Per lei vivere il party significa assaporarne ogni essenza, riportarne la libertà con ostinazione. Un’essenza fatta di diversità e cambiamento, una causa che non può essere abbandonata.
Fabrizio Milazzo interpreta e descrive l’estetica del party rifacendosi al punk: ribelle, coraggioso, sovversivo. Il party è nella sua visione uno spazio libero che mostra mode, sessualità e diversi background che Fabrizio ha provato a rappresentare nelle sue fotografie.

“Party Nudo – spiega il Coordinamento Palermo Pride – è lo spazio in cui liberarsi e combattere la norma claustrofobica del quotidiano. Ballare, componendo una comunione di corpi, è un atto di ribellione che sottrae l’individuo al quotidiano, distruggendolo in un istante effimero eppure di una rabbiosa vitalità, in un’azione che restituisce la persona ad una condizione ancestrale, mistica, mediante un’azione modernissima, artificiale, pienamente umana.

La dimensione del clubbing è quella della notte e punta alle stelle: solo nel buio profondo si può squarciare il cielo come fulmini. Il party ha una finalità espressamente politica: il suo scopo è costituire uno spazio aperto a tutti, dove il desiderio possa avocare a sé ogni nome e dove possa essere evocata ogni suggestione, dove ogni aggettivo non sia scomodato, ma accomodato in un sogno lucido. Il desiderio non conosce catene, l’eros non può essere instradato, inquadrato, il party è queer in quanto eccentrico, esso è decentrato sempre: se la norma è un centro in cui convergono le somme di tutti i desideri, allora il desiderio dell’individuo è sempre fuori fuoco, straordinario”.