I dati della pandemia a marzo di quest’anno su Palermo erano diventati un vero cruccio il Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) diretto dalla dirigente Maria Letizia Di Liberti. Tanto che i dati più volte richiesti dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando non arrivavano come prima.

I dati dell’Asp sul report che prima venivano raccolti quotidianamente dall’Asp di Palermo e che venivano pubblicati periodicamente anche sui giornali come il nostro e che comprendevano anche Palermo e il distretto negli ultimi giorni erano monchi. Dei dati sui positivi Covid non c’era traccia.

Si era arrivato ad un compromesso firmato dall’Asp di Palermo e dal commissario Renato Costa dello scorso 27 marzo. I dati sarebbero stati comunicati solo su base settimanale.

Nell’ordinanza firmata dal gip Caterina Brignone viene ricostruita tutta la fibrillazione della struttura regionale sulla situazione allarmante della pandemia nel capoluogo. A quanto si legge dalle carte Palermo e la provincia lo scorso 19 marzo doveva diventare zona rossa. Lo dicevano i dati. E’ quanto emergenza da alcune conversazioni tra la dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti e l’assessore alla Salute Ruggero Razza. Poi tra l’assessore Razza e il presidente della Regione Nello Musumeci.

La dirigente chiama l’assessore informarlo della situazione pandemica Covid-19 nella città di Palermo e nella Provincia, in quanto dai dati disponibili i contagi giornalieri sono molto preoccupanti e si attestano a 500 nuovi casi, di cui 255 soggetti positivi nel Capoluogo di Regione e 245 nella Provincia. La dirigente come evidenziato nelle conversazioni telefoniche asserisce che bisogna istituire la “zona rossa” quanto meno nel capoluogo siciliano, in quanto è stato superato l’indice di contagio stabilito di 250 casi su 100.000 abitanti su base settimanale.

L’assessore risponde di valutare meglio la situazione prospettata e decideranno il da farsi il giorno seguente ed afferma che vuole informare il Presidente della Regione. “Ruggero, secondo me, noi, Palermo dobbiamo fare zona rossa. 500 positivi solo in provincia di Palermo, di cui 250”, dice la Di Liberti. “Oggi” risponde Razza. Sì, di cui 255 solo in città. Ti mando ora tutti i comuni della provincia. “Abbiamo controllato i laboratori, i comuni – aggiunge la Di Liberti -è che ci sono in tanti comuni, ci sono comuni con 39, 29, ci sono nuovi focolai”. “Stasera ne dobbiamo parlare, voglio anticiparlo al Presidente”, conclude Razza. E in effetti l’assessore Razza informa il presidente Musumeci della drammatica situazione dei contagi da Covid-19 venutasi a creare a Palermo e nella Provincia, confermandogli che è stata superata la quota di 250 contagi per 100.000 abitanti e si impone la necessità di instituire la “zona rossa”.

I due interlocutori concordano nel dover informare preventivamente le istituzioni locali, il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gianfranco Miccichè e il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

“Ti volevo dire che abbiamo una situazione molto difficile a Palermo e provincia. La incidenza ha superato la quota dei 250 per 100.000 abitanti e solo oggi superiamo i 400 casi solo a Palermo”, dice Razza. “Minchia”, risponde Musumeci. “Si impone la necessità di dichiararla zona rossa. Su tutta la provincia. Questo ovviamente, secondo me, dobbiamo un attimino calibrarlo e capire come farlo. Non so se tu vuoi sentire Orlando”, E’ certo risponde Musumeci, che aggiunge quanti sono i contagi.

“Oggi 400. Solo a Palermo”. “Il Dipartimento farà la proposta questa sera, – aggiunge Razza – decidiamo se glielo vogliamo dire oggi o se glielo vogliamo dire domani, perché se glielo diciamo ad Orlando, Orlando se la vende subito”. “Sì, se la vende subito, il problema – aggiunge Musumeci – è capire se siamo in condizione di potere avvisare poi domani in tempo utile. Questo è il discorso, perché non è che glielo possiamo comunicare due ore prima alla gente”.

Il 20 marzo Musumeci parla con Razza, al quale chiede come mai non lo abbia più informato sulla istituzione della “zona rossa” a Palermo. Razza tergiversa nella risposta, racconta che non è più necessaria la istituzione della zona rossa in quanto, dall’analisi dei dati, hanno accertato che l’area interessata (Palermo e Provincia) si trova al di sotto della soglia di 250 contagi per 100.00 abitanti. Il Presidente Musumeci ha una espressione di stupore in quanto era stato informato del superamento della soglia massima di 250 e Razza lo rassicura sostenendo che ieri (venerdì 19.03 ndr) i contagi fossero 400, mentre l’indice settimanale si era attestato a 196 su 100.000 abitanti”.

“Presidente”, dice Razza. “Non ti sei più fatto sentire ieri… non so più niente su Palermo”, dice il presidente Musumeci. “Cosa… Palermo?, aggiunge Razza. “Per quanto riguarda la… la zona rossa”, “Ah… no…non ti… abbiamo i dati… è sotto… è abbondantemente sotto i 250…!, afferma l’assessore. “Eh.. minchia …allora perché.. mi avevi detto 400”, ribadisce il presidente. “No.. era.. no… con 250 per 100.000! No.. ieri”, continua Razza. ” Tu mi avevi .. che aveva superato”, incalza il presidente. “No.. ieri erano 400 .. ma nella settimana.. eh… sono stati a duece.. sono a centonovantasei (196) per 100.000 abitanti!” precisa Razza. “E.. quindi.. ora c’ho tutti i dati e l’unica aaa stanno per chiedere alcune… altre zone rosse … Ora ti mando.. alla… aggiornato alla.. a ieri sera alle 24:00.. il prospetto in tutti i Comuni della Provincia di Palermo. Poi mi sono dedicato solo alle vaccinazioni.. perché con questo lancio che stiamo avendo oggi .. oggi non lo vorrei dire… ma oggi superiamo le 20 mila… e dovremmo essere”.

Ma i dati non venivano comunicati come prima. O non arrivavano più come prima, Per placare le polemiche e le richieste del sindaco Leoluca Orlando il 27 marzo è stato diffuso un comunicato stampa con il quale ci comunicata che i dati sarebbero stati forniti su base settimanale.

“Il Direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni, ed il Commissario per l’emergenza Covid, Renato Costa, – si legge nel comunicato – comunicano che il report relativo ai positivi al covid 19 sarà reso noto su base settimanale, ogni lunedì. Il lavoro, affidato ad un team di analisti in servizio al Dipartimento di Prevenzione, è incentrato sul numero degli “attuali positivi suddivisi per comune”, mentre ogni giovedì verrà fornito il report di incidenza settimanale dei positivi”. “Il dato fornito su base settimanale – spiegano Faraoni e Costa – consente una valutazione non legata ad eventuali discrasie quotidiane. Il report permetterà un’analisi dell’andamento della pandemia ed una successiva verifica degli eventuali correttivi necessari da apportare. Tutti gli organi preposti, invece, continueranno a ricevere quotidianamente l’elenco nominativo, sia dei positivi, sia dei guariti del giorno di Palermo e provincia”.

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