Un nuovo collaboratore di giustizia, Francesco Paolo Lo Iacono, arrestato a luglio per traffico di droga, avrebbe riferito ai pm di Palermo che a volere la morte del penalista Enzo Fragalà sarebbe stato il boss di Porta Nuova Gregorio Di Giovanni. Lo riferiscono alcuni siti.

Il nome di Di Giovanni, come mandante dell’omicidio, era già stato fatto ai magistrati da un altro collaboratore di giustizia: Francesco Chiarello, ma essendo l’unica accusa nei confronti del capomafia, la Procura non raccolse indizi sufficienti per procedere a suo carico. Fragalà fu aggredito a bastonate a febbraio del 2010 a pochi metri dal tribunale e morì dopo giorni di agonia. Dopo una prima archiviazione, l’inchiesta è riuscita a individuare gli esecutori materiali del barbaro assassinio.

Il processo a loro carico è ormai alle battute finali. Il neo pentito avrebbe detto che quando lavorava nel bar Bobbuccio, che si trova nei pressi del tribunale, avrebbe fatto la consegna di una ordinazione in una abitazione dove c’era Di Giovanni. Lo Iacono avrebbe sentito Di Giovanni dire a un misterioso interlocutore che si doveva dare una lezione a Fragalà. Il boss è stato recentemente arrestato nel blitz Nuova Cupola ed è detenuto.