“Aspetterò sereno il responso delle 19.30. Per me, comunque vada, sarà un successo. A prescindere dal voto su Rousseau e da quello della giunta del Senato martedì, posso assicurare che il governo non cadrà. E anche dopo le Europee, anche se si favoleggia di nuove maggioranze con Meloni e Toti, io resterò fedele alla formula attuale e al contratto con M5S. Non sono uno che cambia cavallo da un momento all’altro”.

Lo afferma il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in tre colloqui con Repubblica, Stampa e Messaggero in cui assicura di non temere il “tribunale del popolo”. “Siamo tutti sulla stessa barca”, osserva Salvini, secondo cui il coinvolgimento del premier Conte e dei ministri Di Maio e Toninelli nell’inchiesta “è la riprova della condivisione della nostra scelta. Ma è anche un segno che i magistrati, con tutti i problemi che dovrebbero risolvere, perdono tempo a occuparsi di cose su cui non ci dovrebbe essere proprio nulla da ridire”.

“Luigi da subito mi ha detto: Matteo stai tranquillo, il governo siamo tutti noi, abbiamo agito insieme, in maniera limpida e responsabile. Per me conta quello”, aggiunge. “Secondo ciò che hanno sempre detto i 5 Stelle, dovrebbero rinunciare all’immunità. Mi auguro che anche loro, come me, si avvalgano del giudizio parlamentare, senza passare per le lungaggini processuali”, evidenzia Salvini. “Sarebbe assurdo che ci fossero due trattamenti diversi tra il ministro dell’Interno da una parte e il premier, l’altro vicepremier e il ministro Toninelli”.

Nei colloquio il leader della Lega parla anche dell’ autonomia: “Una volta superata con il Mef la questione fiscale, non vedo grandi problemi. Luigi mi ha confortato su questo e non vedo in proposito barricate 5 stelle”, dichiara. Sulla Tav, “una decisione va presa prima delle Europee. Noi non ci muoviamo dalla nostra posizione, va fatta. Ma, come al solito, un’intesa la troveremo”.

Ma intanto continua il fuoco amico ovvero proveniente dall’interno del Movimento 5 stelle sulla formulazione del quesito e sulle indicazioni di voto venute dal blog delle stelle. Troppa confusione forse volontaria è l’accusa mossa

E sulla polemica interviene a Mattino 5 anche Silvio Berlusconi “Se fossi un elettore grillino mi sentirei preso in giro. I signori grillini dicono ‘dobbiamo leggere le carte sulla Diciotti’ prima di decidere sul voto in giunta per Salvini e poi si rivolgono alla base con la consultazione online, una base che queste carte non può conoscere e sulla quale viene scaricato il peso di qualsiasi decisione”.