“Basta con le chiacchiere o falsi proclami seguiti dal nulla, di cui i siciliani sono stanchi e lo hanno detto a chiare lettere con la valanga di No al referendum con cui hanno bocciato una pessima riforma ma anche e soprattutto i governi nazionale e regionale che sono completamente staccati dai veri problemi dei cittadini. Sulle liste d’attesa sono anni che Schifani ci prende in giro. Ora basta: o dà risposte vere ai siciliani o blocchiamo i lavori parlamentari in tutti i modi che avremo a disposizione”. Lo ha detto in conferenza stampa oggi a Palazzo dei Normanni il coordinatore regionale del M5S e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola.

Una apposita conferenza stampa

“Questo governo — ha detto Di Paola nel corso di una conferenza stampa convocata appositamente per attaccare il governo all’indomani del risultato referendario — non solo non ha messo a segno nessuna riforma degna di questo nome, ma ha anche dimostrato di essere completamente staccato dalla realtà e dai problemi dei siciliani. Il suo peggiore fallimento è stato sulla sanità e sulle liste d’attesa che dovevano essere uno dei punti di forza di questo governo e che invece si sono rivelate un disastro. Su questo terreno quello che non si è fatto mai attendere sono stati i proclami e le false promesse. I siciliani sono giustamente stanchi delle prese in giro di Schifani e anche per questo nelle urne lo hanno punito con la percentuale di No più alta d’Italia dopo la Campania. A gennaio del 2024 Schifani ha annunciato in pompa magna, nel corso di una conferenza stampa, che le liste d’attesa erano state praticamente azzerate, salvo smentirsi qualche tempo dopo dicendo che avrebbe mandato a casa i manager che non le avessero abbattute. Cosa è successo dopo? Nulla. I manager sono ancora lì e le liste d’attesa sono più vive che mai e forse si sono pure allungate. Recentemente, solo per fare un esempio, abbiamo denunciato il caso di una paziente oncologica di Siracusa cui era stata prospettata un’attesa di 14 mesi per una colonscopia”.

I 5 stelle vogliono cavalcare l’onda del No

Per fare sempre meglio e tenere il fiato sul collo al governo Schifani e prepararsi al meglio alle prossime elezioni, Di Paola ha annunciato il potenziamento della rete territoriale del Movimento.

“Moltiplicheremo i nostri gruppi territoriali, puntiamo ad avere rappresentanze del Movimento in tutti i 391 Comuni dell’isola. Il M5S vuole fare da collante per una coalizione progressista che deve mandare a casa questo governo”.

Meloni stacchi la spina al governo regionale

Di Paola ha anche auspicato un intervento diretto della presidente del Consiglio Meloni in Sicilia.

“Per agganciarmi alle parole del presidente Conte — ha detto Di Paola — Meloni sta facendo una sorta di repulisti all’interno del suo partito, ma dovrebbe farlo in tutti i territori e specialmente in Sicilia, dove il messaggio arrivato col referendum è stato fortissimo”.

“La valanga di No al referendum arrivata in Sicilia — ha detto il capogruppo all’Ars Antonio De Luca — è stata possibile perché i siciliani sono arrivati alle urne con le mani libere, svincolati da ricatti clientelari che in questa terra ci sono da sempre. Obiettivo della coalizione progressista sarà quello di rendere i cittadini liberi di esprimere il proprio voto alle prossime elezioni, senza alcun tipo di ricatto. Noi siamo intenzionati ad andare alle urne prima possibile. Anzi, dovrebbe essere la Meloni, con un sussulto di dignità, a staccare la spina al governo regionale. Lo faccia”.

Alla conferenza stampa hanno preso la parola anche i deputati M5S Carlo Gilistro, Lidia Adorno e Roberta Schillaci.

Gilistro ha snocciolato alcuni dati pubblici che testimoniano l’inaccettabile lunghezza delle liste d’attesa nella provincia di Siracusa, con attese ben oltre l’anno e mezzo per una colonscopia ad Augusta e di un anno e due mesi ad Avola.

“E si tratta — ha detto il deputato — di dati sottostimati perché tantissimi pazienti ormai vanno direttamente dal privato senza provare nemmeno a mettersi in coda nel pubblico, altrimenti le attese durerebbero svariati anni”.

Adorno ha chiesto chiarimenti sull’incontro tra l’ambasciatore dello Stato di Israele e il presidente Schifani, mentre Schillaci ha perorato la causa dei soggetti fragili come gli studenti con disabilità che non possono godere del diritto allo studio sin dal primo giorno di scuola al pari degli studenti normodotati.