Da un lato Miccichè si dimetta perchè non ha meriti nel risultato per le europee frutto degli accordi con Sicilia Vera di cateno de Luca e dall’altro bene il sì di Musuemeci al taglio dei vitalizi, quello stesso Musuemci al quale De Luca vorrebbe succedere.

E’ una politica del doppio passo quella messa in campo in due giorni da Vincenzo Figuccia che attacca il nemico di sempre ma sposa la politica del governatore pur lavorando al dopo Musumeci.

“Le rivendicazioni di Miccichè in tema di numeri e consensi mi fanno solo sorridere. Non sono ancora lontane le ultime europee in occasione delle quali chiudendo gli occhi e turando il naso, ho mantenuto fede all’accordo nazionale tra Lorenzo Cesa leader dell’Udc e Silvio Berlusconi per cui c’è poco di rivendicare su un risultato frutto di una composita confederazione che ha coinvolto anche autonomisti, popolari e Sicilia vera” – è l’affondo di Figuccia al presidente dell’Ars che si è dissociato dalla manifestazione nazionale a Roma.

“Sulla vicenda vitalizi – prosegue il deputato centrista – voglio sottolineare che, ove molti dei componenti della commissione di merito rispondono politicamente a Miccichè, è evidente che difficilmente vorranno esprimersi compatibilmente alle direttive nazionali e quindi al taglio. È così difficile comprendere che l’ostinazione nel difendere questi privilegi offende la povertà soprattutto in una Sicilia dove un bambino su tre è in condizioni indigenti?

È impietoso e vergognoso che un branco di dinosauri sopravvissuti debbano tenere sotto scacco il più antico parlamento d’Europa cercando soluzioni che vogliono raggirare quello che sarebbe un atto di giustizia sociale: tagliare senza se e senza ma. Pertanto Miccichè prenda atto che i nodi al pettine sono talmente tanti che solo una rasatura a zero potrebbe offrire l’opportunità di una ripartenza. Se altrimenti “preferisce tenersi il pallone tutto per sé” come il bambino capriccioso, si dimetta e dia alla Sicilia la possibilità di rinascere”.

Ma appena qualche ora prima lo stesso Figuccia aveva plaudito alle parole di Musuemci a Roma “Sono soddisfatto che Musumeci abbia ascoltato il sentire popolare di cui mi sono fatto interprete in questi mesi. La mia instancabile battaglia è stata determinante nel sensibilizzare l’arco istituzionale e ha portato oggi il Presidente della Regione a prendere finalmente posizione sul taglio dei vitalizi. Non possiamo continuare a tergiversare su certi temi e sbaglia chi continua a rimanere ondivago per difendere privilegi medievali che ci farebbero perdere milioni di trasferimenti dallo stato utili allo sviluppo della nostra terra”.

“Merito dunque al presidente della regione – conclude – che ha interrotto strategicamente una fase di silenzi e ha rotto con gli indugi di molti”

Oggi, invece, Figuccia rincara la dose.“Il Parlamento siciliano non può rispondere a logiche che non andavano bene neppure negli anni cinquanta quando l’analfabetismo dilagante la faceva da padrone. Questo asse Miccichè-Cracolici sul tema dei vitalizi disonora il popolo siciliano che lo vede come l’ennesimo inciucio di palazzo. Mentre a Roma Berlusconi sconfessa Miccichè andando in piazza insieme a Salvini e Meloni, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana si allea con Cracolici, pronosticando un taglio ridicolo ai vitalizi del 9% che resterebbe in vigore per soli 3 anni. Questi dinosauri si rassegnino perché il loro tempo è finito, la rivoluzione è già partita”.