La Sicilia si sveglia nel pieno di una morsa di calore che stringerà l’intera isola per tutta la settimana. Il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Siciliana ha diramato l’avviso numero 181 che traccia un quadro meteorologico critico per le prossime ore, aprendo una settimana ad altissimo rischio. L’intero territorio regionale è entrato ufficialmente in stato di preallerta per il rischio incendi, mentre un’ondata di calore torrido ha già fatto scattare i massimi livelli di allarme nelle principali città dell’isola.

Allerta arancione in tutte le province

Le temperature massime resteranno molto elevate. L’umidità nei bassi strati scenderà fino al 20-40%. Questa combinazione favorisce la propagazione veloce dei roghi. La Protezione Civile ha dichiarato la fase di preallerta (colore arancione) per tutte le 9 province siciliane.

La pericolosità è stimata come “media” in sei province ovvero Palermo, Catania, Messina, Agrigento. Caltanissetta ed Enna. Pericolo classificato come “basso”, invece, a Trapani, Siracusa e Ragusa, ma la preallerta resta attiva. I sindaci sono già stati allertati per attivare i contatti con le strutture operative locali e le Prefetture.

Palermo da bollino rosso: picco a 36 gradi percepiti

La situazione più critica sul fronte del caldo si registra sul versante tirrenico. Palermo è l’unica città da Livello 3 (bollino rosso). Nel capoluogo sono previsti 36 °C percepiti. Questa condizione meteorologica a rischio persisterà per tre o più giorni consecutivi. Per la popolazione fragile scattano i protocolli di prevenzione sanitaria. Negli altri capoluoghi di provincia presi in esame la situazione resta da monitorare attentamente è diversa: sia Catania che Messina  sono classificate con un livello 1 da bollino giallo anche se con, rispettivamente 38 e 37 gradi percepiti.

Questo apparente paradosso è legato al modo in cui il Ministero della Salute calcola i livelli di rischio per le ondate di calore, i quali non si basano solo sulla temperatura assoluta più alta raggiungibile. Nel caso specifico a Palermo, i 36 gradi percepiti non sono un picco isolato, ma rappresentano una condizione meteo opprimente e continuativa che non dà tregua all’organismo nemmeno di notte. Nel versante tirrenico (Palermo), l’assenza di ventilazione e un tasso di umidità più stagnante creano un effetto cappa pericoloso per la salute anche a 36 °C percepiti mentre a Catania e Messina, i 38 °C e 37 °C percepiti sono picchi intensi ma temporanei. Vengono classificati al Livello 1 (Bollino Giallo) perché considerati una fase transitoria di “pre-allerta” che precede un possibile peggioramento, senza la caratteristica della dannosa persistenza prolungata.

Da metà settimana l’apice della fiammata africana: attese punte record

Le previsioni meteo per i prossimi giorni confermano che non si tratterà di un fenomeno passeggero, bensì della quarta ondata di caldo subtropicale della stagione. Se lunedì 24 e martedì 25 agosto le temperature registreranno un costante aumento con picchi già vicini ai 37-38 gradi, la vera e propria “fiammata africana” investirà l’isola a partire da mercoledì 26 agosto. Masse d’aria roventi provenienti dal deserto algerino faranno impennare la colonnina di mercurio, portando anomalie termiche fino a dieci gradi sopra la media stagionale.

Tra giovedì 27 e sabato 29 agosto è atteso il picco estremo dell’afa: nelle aree interne della Sicilia si rischia di sfiorare la soglia critica dei 40-45 gradi, mentre lungo le coste l’elevato tasso di umidità accentuerà drasticamente la sgradevole sensazione di caldo percepito, prolungando lo stato di massima allerta per tutta la settimana.