A quasi due mesi dalla tragedia di via Ruggero Marturano, costata lo scorso 10 aprile la vita a due operai, è finito lo smontaggio della gru e della piattaforma aerea che si è schiantata al suolo. E’ stata rimossa anche la pensilina del gommista Gammicchia quella che salvato la vita agli operai che si trovavano nell’officina.
Sono quasi completate le operazioni che serviranno a liberare l’area, finora sotto sequestro, che si trova all’angolo con via Ammiraglio Rizzo, dove sono morti Daniluc Tiberi Un Mihai, 49 anni, di origine romena, e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41 anni.
Le varie componenti sono state portate in un deposito giudiziario per i necessari accertamenti tecnici da effettuare prima della chiusura dell’inchiesta che attualmente vede indagate per omicidio colposo quattro persone: il proprietario dell’abitazione nonché committente dell’intervento, il manovratore della piattaforma, il titolare dell’impresa edile per cui lavoravano le vittime e il noleggiatore del mezzo.
Erano da poco passate le 11 e i due operai stavano lavorando su un cestello collegato a un braccio meccanico che improvvisamente si è spezzato. Per Mihai e Jaleleddine, catapultati nel vuoto, non c’è stato nulla da fare. I traumi riportati nella caduta, come emerso dall’autopsia, sono stati profondi e non gli hanno lasciato scampo.
Tra le ipotesi attualmente al vaglio della Procura c’è quella relativa alla disattivazione dei sensori che avrebbero dovuto segnalare il raggiungimento dell’estensione massima della gru. Il mezzo su cui era ancorato il braccio meccanico, inoltre, sarebbe stato piazzato troppo lontano dal punto in cui stavano operando i due lavoratori, rendendo necessaria una pressione idraulica diventata insostenibile per il macchinario. Sono ancora tanti i punti da chiarire in relazione alla tragedia che ha riacceso i riflettori sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro.






Commenta con Facebook