Un F-16 romeno ha abbattuto questa mattina un drone non identificato dopo il suo ingresso nello spazio aereo della Romania. L’operazione NATO ha coinvolto quattro caccia: due F-16 decollati dalla base di Fetești e due Eurofighter italiani partiti da Mihail Kogălniceanu. Il velivolo senza pilota è stato colpito sopra un’area disabitata del distretto di Buzău. È la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina che la Romania abbatte un drone penetrato nel proprio spazio aereo.
L’origine, il modello e la missione del drone non sono stati ancora resi noti. Le autorità hanno aperto un’indagine sui resti e sulla traiettoria seguita prima dell’intercettazione.
L’allarme e il decollo di quattro caccia
Il drone è stato individuato nelle prime ore del mattino mentre volava vicino al confine romeno. La risposta ha coinvolto assetti di due Paesi dell’Alleanza. I due F-16 romeni sono decollati da Fetești, mentre gli Eurofighter italiani si sono alzati in volo dalla base di Mihail Kogălniceanu. I caccia hanno seguito il velivolo mentre si avvicinava allo spazio aereo nazionale.
L’autorizzazione all’ingaggio è arrivata dopo lo sconfinamento: «Il drone è stato prontamente identificato e, dopo essere entrato nello spazio aereo rumeno, le risorse Nato sono state autorizzate all’ingaggio. Poco dopo, la minaccia è stata abbattuta nello spazio aereo romeno». Il pilota di uno degli F-16 romeni ha quindi lanciato un missile AIM-9X Sidewinder contro il bersaglio.
Il missile e l’abbattimento sopra Buzău
Il drone è stato colpito in una zona disabitata del distretto di Buzău, limitando il pericolo per la popolazione e per le infrastrutture a terra. L’AIM-9X Sidewinder utilizzato nell’intercettazione è un missile aria-aria a guida infrarossa. Ogni esemplare un costo di circa 450 mila dollari. La Romania aveva già avviato l’acquisizione di missili AIM-9X per la propria flotta di F-16.
Gli Eurofighter italiani nella risposta NATO
I due Eurofighter italiani hanno partecipato all’operazione di identificazione e intercettazione insieme ai caccia romeni. La presenza dei velivoli italiani nella base di Mihail Kogălniceanu rientra nel dispositivo di sorveglianza aerea dell’Alleanza sul fianco orientale. La NATO riunisce 32 Paesi e basa la propria difesa sulla protezione collettiva del territorio degli Stati membri. L’ingaggio è stato eseguito dal pilota romeno, mentre gli Eurofighter hanno contribuito alla risposta coordinata: «Questo sforzo combinato multinazionale sottolinea come la Nato sia pronta e in grado di reagire a qualsiasi potenziale minaccia aerea, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per salvaguardare il nostro territorio e proteggere la nostra gente».
Il precedente di Galați e l’allerta sul confine orientale
L’abbattimento arriva dopo una serie di incursioni e cadute di droni registrate sul territorio romeno durante la guerra in Ucraina. Il 29 maggio 2026 un drone russo diretto verso l’Ucraina aveva colpito un edificio residenziale a Galați, provocando due feriti e un incendio. L’episodio aveva riaperto il dibattito sulla capacità di intercettare bersagli piccoli sopra aree abitate e aveva spinto Bucarest a chiedere un rafforzamento della difesa anti-drone. In quel caso il velivolo era stato seguito, ma non abbattuto per il rischio di provocare danni a terra.
Bucarest rafforza la difesa contro i droni
La Romania e altri Paesi NATO stanno acquisendo nuovi intercettori terrestri destinati alla difesa da velivoli senza pilota. Bucarest ha recentemente acquistato Merops, un sistema progettato per contrastare piccoli droni. L’obiettivo è affiancare ai caccia soluzioni meno costose e più adatte a bersagli che possono volare a bassa quota. L’impiego di un missile da centinaia di migliaia di dollari contro un drone evidenzia una delle difficoltà della difesa aerea contemporanea: neutralizzare la minaccia senza sostenere ogni volta costi molto superiori al valore del bersaglio. Il problema, però, non può essere valutato soltanto sul piano economico. Un drone non identificato può trasportare esplosivi, raccogliere informazioni o minacciare infrastrutture e centri abitati.
Von der Leyen: priorità al fianco orientale
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha definito l’incursione una nuova violazione dello spazio aereo europeo: «Lo spazio aereo europeo è stato nuovamente violato da un’incursione di droni».
La presidente ha poi richiamato la necessità di rafforzare la protezione delle frontiere orientali dell’Unione: «Il rafforzamento della difesa e della deterrenza lungo il confine orientale rimane una priorità assoluta».
Von der Leyen ha infine elogiato l’intervento romeno: «Mi congratulo con le forze armate romene per la loro risposta rapida ed efficace, che ha garantito la nostra sicurezza comune».






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